Arcana

ITALIA - 1972
Arcana
In uno stabile popolare di Milano vivono i due Tarantino, madre vedova e figlio. Immigrati dal Sud, i due hanno perduto il capofamiglia. Non potendosi mantenere con la misera pensione, i due si sono organizzati per fare sedute pseudo-spiritiche. La Tarantino è decisa a dedicarsi un poco alla volta alla parte più abbiente della sua clientela. Sicuro che la madre conosca autentici segreti della magia e non soltanto trucchi, il figlio la costringe a rivelargli i misteri dell'arte e poi se ne serve. La vittima preferita è Marisa, una ragazza prossima al matrimonio che però ha molti dubbi. Un giorno, il giovane fa cadere Marisa in uno stato di isteria e la violenta. Nel frattempo, il neostregone dissemina il panico nel quartiere provocando incidenti di vario genere. Quando poi Marisa rivela alla signora Tarantino di essere incinta, questa si dichiara disposta a farla abortire. Nel giorno fissato, per volontà del ragazzo, vengono convocate numerose persone, ignare del motivo dell'invito: vengono tutte ridotte in stato di incoscienza. Marisa muore nel corso delle pratiche abortive. Il giovane si dà alla fuga. La signora Tarantino, uscita per rintracciarlo, incappa in un tafferuglio e viene colpita.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, EASTMANCOLOR, 35 MM
  • Produzione: PRODUZIONE PALUMBO DI GASPARE PALUMBO (MILANO)
  • Distribuzione: DDF
  • Vietato 18

NOTE

- PRESENTATA ALLA 65. MOSTRA DI VENEZIA (2008) NELLA RETROSPETTIVA "QUESTI FANTASMI: CINEMA ITALIANO RITROVATO (1946-1975)" LA VERSIONE INTEGRALE INEDITA RISTAMPATA DALLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Giulio Questi rievoca temi della letteratura magica e alchimistica, favole junghiane archetipiche, li fonde col corredo delle leggende popolari e della demonologia, li ambienta nel suburbio cittadino, quest'inferno che sta a mezza strada fra la campagna perduta e la città non ancora conquistata. Il lucido delirio alterna, nella seconda metà, il meraviglioso alla sconnessione. Ma dobbiamo proprio rinfacciare a Questi i suoi errori, che sono quelli di chi crede ancoram un po' troppo rispetto ai tempi, nel senso romantico dell'ispirazione?" (Sergio Frosali, 'Sipario', settembre 1972)
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