Aquila nera

ITALIA - 1946
Il conte Doubrowski, avendo perduto il padre, la casa e ogni altro suo avere per la crudeltà del potente principe Kirillovic, per vendicarsi dei soprusi subiti diviene un temibile fuori legge sotto il nome di "Aquila Nera". I suoi piani, però, vengono ad un tratto scompaginati perchè si innamora della bella figlia del malvagio principe. Aquila Nera, tormentato tra la passione d'amore e il desiderio di vendetta, non sa prendere una decisione ma l'intervento della giustizia divina gli consentirà di rientrare in possesso dei suoi averi e di coronare il suo sogno d'amore.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: DINO DE LAURENTIIS.

CRITICA

"Il film è un vecchio successo di Valentino, e ora è un giovane successo di Brazzi (...). In fondo gli unici ad aver speso bene i denari del biglietto sono stati i ragazzi. Qui ci sono dei cavalli da battaglia, cavalli che saltano (...). Ci dimenticavamo di dirvi che "Aquila nera" è tratta da un racconto di Puskin. Puskin aveva un po' di sangue nero nelle vene, come Alessandro Dumas: qualcosa del tam tam primordiale (...). Né il regista Freda, né l'attore Brazzi posseggono nel loro albero geneologico avi provenienti dal Congo o dall'Uganda. Ai fine dell'arte, credeteci, un vero peccato". (Pietro Bianchi, "Candido", 30 novembre 1946).
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