Amici miei

ITALIA - 1975
Amici miei
Perozzi, Melandri, Mascetti, Necchi sono quattro amici con la mentalità di altri tempi. Ormai cinquantenni, sono rimasti ragazzi, sempre pronti a mettere in scena situazioni burlesche a Firenze e nei dintorni. Rimasti vittime di un incidente, vengono ricoverati in una clinica e non si fanno sfuggire l'occasione per metterla a soqquadro, facendo quasi impazzire il primario, il professor Sassaroli. Quando poi Melandri si innamora di Donatella, la moglie del medico, per poi rinunciare alla relazione dinanzi all'irruenza dell'amata, del cane Birillo e di tutto il resto della famiglia, Sassaroli diventa uno del gruppo, pronto a accompagnarli in ogni 'zingarata'. Eccoli allora schiaffeggiare dalla pensilina i viaggiatori di un treno, oppure seminare il panico in un paesino camuffandosi da tecnici stradali e decretando l'abbattimento delle case nonché della chiesa per far spazio a un'autostrada, infine, eccoli trasformarsi in spacciatori di droga per punire l'ingordo pensionato Righi. Quando il Perozzi muore, la loro goliardia è messa a dura prova, ma già nel corso del funerale trovano il modo di improvvisare un ennesimo feroce scherzo per il Righi.
  • Altri titoli:
    My Friends
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Tratto da: idea di Pietro Germi
  • Produzione: CARLO NEBBIOLO PER RIZZOLI FILM SPA, R.P.A. CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: CINERIZ (1975), FILMAURO (2015) - DOMOVIDEO, NUOVA ERI, MULTIGRAM
  • Riedizione 2015
  • Data uscita 16 Novembre 2015

TRAILER

NOTE

- GIRATO NEGLI STUDI INCIR-DE PAOLIS, ESTERNI A FIRENZE E ALTRE LOCALITA' DELLA TOSCANA.

- PRIMA USCITA IN ITALIA: 15 AGOSTO 1975.

- DAVID DI DONATELLO (1976) COME MIGLIOR FILM E MIGLIOR ATTORE (UGO TOGNAZZI).

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 1976 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

- NEL 2015, A 40 ANNI DALLA PRIMA USCITA IN SALA E IN CONCOMITANZA COL 100° ANNIVERSARIO DALLA NASCITA DI MARIO MONICELLI, TORNA AL CINEMA LA VERSIONE RESTAURATA.

CRITICA

"Con 'Amici miei' Germi aveva probabilmente privilegiato il suo ultimo approdo (la commedia moralistica), non tralasciando tuttavia di tornare all'amarezza delle sue opere intimiste. Ed è qui che Monicelli ha stentato a seguirlo, com'è naturale: 'Amici miei' funziona e corre spedito nella descrizione degli scherzi combinati nelle loro allegre scorribande dai quattro amici (...). Monicelli invece si trova impacciato nel dar conto ai personaggi, li descrive magari pedantemente ma superficialmente, e si trova addirittura a mal partito nei toni amari, in mancanza dei quali viene meno il presupposto che avrebbe dato al film uno spessore e un significato diverso." (Massimo Mida Puccini, 'Giorni', 26 novembre 1975).

"Campione d'incassi oltre ogni previsione, il film, pensato da Germi (poi deceduto) e preso in consegna da Monicelli, vorrebbe essere un'amara riflessione (con il sorriso sulle labbra) sul fatale scorrere del tempo. Ma la volgarità supera il livello di guardia; essere fiorentini è tutt'altra cosa. Germi avrebbe lavorato diversamente". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv")

"Intrisa del gusto toscano per la beffa e l'irrisione, venata di misantropia (e di misoginia in particolare), è una commedia di costume che ha grinta, scatto e invenzioni comiche soprattutto nella prima parte. Gran quintetto". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")
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