Valeria Bruni Tedeschi

Noto anche come: Valéria Bruni-Tedeschi

TORINO (Italia), 16 Novembre 1964
 

BIOGRAFIA

Valeria Bruni Tedeschi
Attrice, regista, sceneggiatrice e montatrice italiana naturalizzata francese. Figlia dell'industriale piemontese Alberto Bruni Tedeschi e della pianista e attrice Marisa Borini, è sorella della celebre top model ed ex Première dame di Francia Carla Bruni-Sarkozy. A soli 9 anni si trasferisce con i genitori e la sorella in Francia, a Parigi, poiché sono gli Anni di Piombo e la famiglia è entrata nel mirino delle Brigate Rosse. E' qui che compie gli studi e si forma come attrice. Frequenta, infatti, l'Ecole des Amandiers di Nanterre, diretta da Pierre Romans e Patrice Chéreau. Debutta sul grande schermo nella seconda metà degli anni Ottanta: nel 1987 è protagonista di "Hotel de France", diretto da Patrice Chéreau, e nel 1989 lavora con Pupi Avati in "Storia di ragazzi e di ragazze", affermandosi come una delle più promettenti nuove leve. Nel 1993 ottiene un grande successo in Francia con "Le persone normali non hanno niente di eccezionale", di Laurence Ferreira Barbosa, per il quale ottiene il premio César come miglior giovane promessa femminile e il premio come miglior interprete femminile al festival di Locarno; si fa notare anche in Italia con un "Condannato a nozze", di Giuseppe Piccioni. Con "La seconda volta" (1995) e "La parola amore esiste" (1998), entrambi di Mimmo Calopresti, vince il David di Donatello come migliore attrice. Nel 1999 è in Francia per un film di Marion Vernoux, "Rien à faire" che le vale il premio Pasinetti come miglior attrice alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; premio che le viene assegnato ancora una volta nel 2004 per la sua interpretazione in "CinquePerDue - Frammenti di vita amorosa" di François Ozon. Nel 2003 debutta come regista e sceneggiatrice con "E' più facile per un cammello...", che le vale la candidatura al César come migliore regista esordiente. Nel 2004 è chiamata a far parte della giuria della 54a Berlinale. Nel 2005 continua a lavorare molto in Francia - "Côte d'Azur" (diretta da Olivier Ducastel e Jacques Martineau), "Quartier V.I.P." (di Laurent Firode), "Il tempo che resta" (ancora per la regia di Ozon), "Un couple parfait" (di Nobuhiro Suwa) -, ma viene scelta anche per il ruolo di Sylvie in "Munich", un film dal cast ricco e internazionale, diretto da un regista d'eccezione come Steven Spielberg. Un gruppo di ragazzi, una famiglia di clandestini, una donna arrogante, vari personaggi, con e senza biglietto, si incontrano durante un viaggio in treno attraverso l'Europa con destinazione Roma: questa la trama di "Tickets" (sempre del 2005, diretto coralmente da Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami e Ken Loach), di cui Valeria è interprete insieme ad altri colleghi italiani e stranieri. L'anno successivo, cura la regia, la sceneggiatura, il montaggio ed è protagonista della commedia "Actrices" e ha una parte nel film di Ridley Scott "Un'ottima annata - A Good Year". Nel 2007 torna a lavorare per registi italiani in "L'abbuffata" di Mimmo Calopresti e di nuovo per Gabriele Muccino in "Baciami ancora" (2009), sequel de "L'ultimo Bacio" dieci anni dopo. "Les regrets" (2009) di Cédric Kahn è in concorso alla quarta edizione del Festival del Cinema di Roma e Valeria Bruni Tedeschi ne è la protagonista, così come di "Tutti per uno" di Romain Goupil. Nel 2013 è l'unica regista donna in concorso alla 66^ edizione del Festival di Cannes con "Un château en Italie" (2012). Assieme a Valerio Mastandrea ed Elio Germano recita in "Padroni di casa" (2012) di Edoardo Gabbriellini e poi in "Viva la libertà" (2013) di Roberto Andò, con Toni Servillo e di nuovo Valerio Mastandrea, che le vale una nuova candidatura al David di Donatello. Assieme a Valeria Golino (anche lei regista in gara a Cannes, ma per la Camera d'or) è tra i protagonisti di "Il capitale umano" (2014) di Paolo Virzì. Sentimentalmente legata al collega Louis Garrel, insieme a lui ha adottato una bimba di origine Africana, Celine.

FILMOGRAFIA

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