Roberta Torre prende una delle “piccole virtù” di Natalia Ginzburg e ne fa un adattamento immaginifico, girato in studio per trascendere il reale (e il neorealismo) e raccontare meglio le “cose che pensano” e hanno della vita il sentimento. Alle Notti Veneziane
Tra liberazione e riappropriazione, il fluido esordio nel lungo di Taheri e Boris Hadžija è l’evoluzione di un percorso intimo e sociale, una conversazione aperta sulla genitorialità e l’amore. Alle Giornate degli Autori
La Mostra di Venezia celebra la carriera della grande attrice statunitense, donna che ha risposto col suo talento intransigente a tutte le restrizioni del femminile. Tra le poche ad aver vinto la Triple Crown of Acting: Emmy, Tony e Oscar
Una mostra alla Cinémathèque française ricorda la diva Monroe, nata l’1 giugno 1926. Anatomia di un’icona e una domanda: quel corpo è mai esistito al di fuori dell’immaginario bieco e ossessionato dell’americano medio?
Emmanuel Marre torna a un passato funesto per commentare meglio il tempo presente: una storia dentro la Storia, un’appassionante riflessione sul collaborazionismo, con esigenza estetica e morale esemplare. In concorso
Stili, tematiche e tendenze: un libro da leggere con urgenza per comprendere la complessità dell’America e attraversare il (secondo) mandato Trump con una nota di speranza
Le opere che si fanno attraversare dallo “spirito di un’epoca” devono ritrascrivere una “verità”. Dalla malinconia di Chazelle e Anderson alla cupezza di Nolan, verso una nuova forma di maturità
Il regista americano, figura cruciale ma sottovalutata del cinema indipendente, omaggia a una stagione irripetibile. Per l’unica rivoluzione possibile: quella dello stile
Da Yellowstone a Landman, lo sceneggiatore texano ha rivitalizzato il western (sintonizzandolo con Trump). E nello sguardo dei suoi eroi troviamo un residuo di fede e il ritegno malinconico di chi sa di aver perso per sempre la battaglia culturale