Il monologo interiore, la scelta di non mostrare il volto del protagonista, la laurea in teologia: "Il film nasce dal mio domandarmi quante volte ho sbagliato", spiega il regista
Giulio Base rielabora le scritture tramite un’estetica in bilico fra osservazione delle dinamiche di genere e linguaggio eccessivo. Fuori Concorso al Festival di Locarno