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Mammina
“Ogni scarrafone è bello a mamma soja”, cantava Pino Daniele. E se fosse la mamma a rivelarsi lo scarrafone? La metamorfosi piace al pubblico. Tanto che il box office italiano del weekend 8-11 ottobre è dominato da due film che, in modi molto diversi, trasformano la maternità in territorio perturbante: Mammina di Rob Savage e L’Estranea di Paolo Strippoli.
Il primo, horror Blumhouse distribuito da Universal e interpretato da Jessica Chastain, debutta con 1.982.148 euro e 233.281 spettatori, miglior esordio horror del 2026. Un risultato che conferma la particolare salute commerciale del genere, bissato anche negli Stati Uniti, dove Other Mommy ha conquistato il primo posto con 27,5 milioni di dollari.
Mammina gioca sul doppio materno, trasformando la figura deputata alla protezione della prole nella fonte stessa della minaccia. Spunto non lontano da quello de L’Estranea, dove mamma Jasmine Trinca confessa alla figlia di avere stretto vent’anni prima un patto faustiano per salvarle la vita. Strippoli ha definito il film, designato dall’Italia per rappresentarla all’Oscar, un thriller psicologico con derive horror. Distribuito da 01, chiude il weekend al terzo posto con 798.068 euro, che diventano 806.972 euro comprese le anteprime. Una partenza significativa soprattutto se rapportata alla dimensione produttiva e distributiva dell’operazione.
Per il resto parliamo di due modelli molto differenti: da una parte una macchina internazionale sostenuta da Universal, Blumhouse, un volto come Chastain e da una campagna capace di fare dell’“altra mamma” un’immagine immediatamente riconoscibile; dall’altra un horror italiano passato per Venezia, con un’identità autoriale marcata. Eppure la distribuzione è stata più robusta per il secondo (415 sale per L’Estranea e 297 per Mammina).


Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi sul set di L'Estranea
Tra le due “mamme horror”, intanto, continua la corsa sorprendente di Naza , che aggiunge altri 846.790 euro, perde appena il 31% rispetto al precedente weekend, e tocca 4.512.240 euro con 590.215 spettatori. Supera così Michael Jackson’s This Is It e diventa, in termini nominali, il secondo documentario di maggiore incasso distribuito in Italia, alle spalle di Fahrenheit 9/11, che nel 2004 arrivò a quasi 9 milioni.
Naza era nato come evento di appena tre giorni e la risposta del pubblico ne ha imposto il prolungamento della programmazione. Il successo iniziale poteva essere spiegato con la mobilitazione politica intorno al film, con il tema di Gaza e con l’eco del passaggio veneziano. Ma la tenuta al box office, con un calo di appena il 31% nel secondo weekend, e il passaparola che continua ad alimentare la domanda, dicono che dopo due settimane il film è uscito dalla logica dell’evento.
Box office americano
Giù dal podio, il mercato continua a essere presidiato soprattutto da produzioni americane. In quarta posizione troviamo Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, il survival movie con Brad Pitt e il pastore tedesco Odino, che incassa 565.288 euro (-24%) e raggiunge 2.912.435 euro complessivi dal 24 settembre. La media è di 1.778 euro in 318 cinema. Quinto posto per Verity, il thriller con Dakota Johnson e Anne Hathaway, che raccoglie 514.748 euro (-23%) e porta il totale a 1.410.943 euro dall'1 ottobre (media è di 1.523 euro in 338 cinema).
Sesta posizione per Digger di Alejandro González Iñárritu, con Tom Cruise in un ruolo decisamente insolito. Il film incassa 383.559 euro (-28%) e supera la soglia del milione, arrivando a 1.128.242 euro complessivi. Ma la media è di appena 786 euro nei 488 cinema in cui è programmato.


Settimo posto per il docufilm evento Queen Budapest, che ottiene 200.536 euro nel weekend e raggiunge 245.630 euro complessivi in cinque giorni, con una media di 1.153 euro in 174 cinema.
Delude invece l'esordio di The Social – Il prezzo della verità, il nuovo film di Aaron Sorkin, ottavo con 194.842 euro e una media di appena 654 euro in 298 cinema. Un risultato debole.
Nona posizione per Resident Evil, che incassa 172.045 euro (-56%) e raggiunge 3.635.500 euro complessivi dal 17 settembre. Il reboot si conferma un successo commerciale, ormai secondo miglior incasso della saga in Italia alle spalle di Resident Evil: Afterlife, che nel 2010 aveva ottenuto 4.121.472 euro.
Chiude la top ten il film d'animazione L'isola dei ricordi, con 144.289 euro (-29%) e un totale di 819.320 euro dal 24 settembre.
Fuori dalla top ten, il piccolo caso Zustissia
Tra le altre uscite, merita attenzione soprattutto Zustissia di Francesco Piras, quindicesimo con 77.709 euro raccolti in appena 12 cinema, tutti in Sardegna. La media di 6.476 euro per cinema è particolarmente significativa, superiore a quella di tutti i film della top ten.
Il film racconta la vicenda di Beniamino Zuncheddu, ingiustamente detenuto per oltre trent'anni con l'accusa di triplice omicidio. Per ora è un ottimo risultato locale, in attesa dell'uscita nazionale del 15 ottobre.
In dodicesima posizione debutta invece il family L'albero di molto lontano con 119.418 euro. Più indietro Sotto a chi tocca di Giorgio Pasotti, diciottesimo con 41.426 euro, e Balcanica, passato alle Giornate degli Autori di Venezia, ventesimo con 35.664 euro.
