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Talent attending the Family Photo ahead of Netflix What Next 2026 in Rome, Italy
Se il futuro, come annuncia Florencia Di Stefano-Abichain, non lo leggiamo nel cielo ma sullo schermo, va da sé che le stelle, che non saranno milioni di milioni ma comunque sono tante e italiane, le vedremo su Netflix (che di milioni ha gli abbonati: 325, come dichiarato di aver superato nel quarto trimestre 2025).
Galassia sempre più capace di attirare (e aggregare) il nostro star system - da quello cinematografico a quello televisivo e persino sportivo, da Favino alla Pellegrini - in una declinazione generalista da mettere in imbarazzo persino la Rai, la line up 2026 di Netflix Italia rafforza il secondo pezzo del naming, puntando con “varietà, qualità, ambizione” (Tinny Andreatta, VP dei contenuti italiani) sull’offerta tricolore.
“Per la prima volta nell’offerta dell’anno Netflix ha riunito le stelle del cinema e della televisione italiana”, rivendica Andreatta, parlando di “una spettacolare aggregazione di talenti” e di un “rapporto di reciproco affetto con l’audiovisivo italiano”. Tradotto: più film original, più serie, e in parallelo un lavoro da distributore (quando le IP sono acquisizioni), con titoli italiani pronti ad arrivare in piattaforma subito dopo l’uscita in sala.
Adrenalina, sport e riscatto: Il falsario e Motorvalley
Il 2026 parte con Il falsario (dal 23 gennaio) di Stefano Lodovichi, con Pietro Castellitto e Giulia Michelini. Poi si accelera, letteralmente, con Motorvalley (dal 10 febbraio), serie ambientata nel cuore del motorsport tricolore.


Argentero la racconta come un mix tra “action adrenalinico” e “storia di riscatto”, come una scommessa produttiva importante per “girare in Italia qualcosa che non c’era”.
Per Michelini, che ritroveremo anche in Il falsario, la sfida del suo personaggio è “essere onesti con sé stessi, accettando i propri limiti”.
Da 100 a 1: Physical Italia e la mitologia della prova
Tra le proposte unscripted: Physical Italia – da 100 a 1 promette una competizione “senza precedenti”, cento concorrenti chiamati a testare resistenza fisica e mentale fino a lasciarne uno solo.
Federica Pellegrini, dal palco, la descrive come una sfida “divertente” e insieme durissima, la scoperta di un agonismo che non si spegne quando cambi sport. Non solo atleti tra i partecipanti: ci saranno anche Luis Sal e Alvise Rigo.
Le certezze: La legge di Lidia Poët 3 e i ritorni di casa
Una line up che punta anche sulle serie “di ritorno”: arriva la terza e ultima stagione de La legge di Lidia Poët , e Matilda De Angelis la declina al presente, anticipando che riguarderà un caso di relazione tossica e di maschio violento.


Tornano anche Maschi veri (stagione 2) e Storia della mia famiglia (stagione 2), con una new entry di peso come Sergio Castellitto.
Zerocalcare: Due spicci, domande al posto delle risposte
E poi ci sono gli autori che, ormai, sono un genere a sé. Zerocalcare torna nel 2026 con Due spicci , ancora con Valerio Mastandrea voce dell’Armadillo.


“La serie dà domande, non risposte”, dice Michele Rech, spostando il baricentro dal “tradimento delle aspettative, che era il nucleo delle precedenti stagioni” al lavoro più faticoso: “ricalibrare la vita con le carte che hai”.
Nuovi talenti e nuovi formati: la vetrina young
La line up è anche una “vetrina” dei giovani talenti italiani, come Minerva la scuola, nuova serie young adult i cui protagonisti sono giovani allievi di una accademia militare; e il film diretto da Luca Ribuoli, Non abbiamo bisogno di parole , con la vincitrice di Amici Sarah Toscano negli abiti dell’adolescente Eletta, unica udente in una famiglia di sordi.


Non abbiam bisogno di parole. Credits: Angelica D’Ettorre
Dotata di una voce straordinaria e spronata dalla maestra di canto (Serena Rossi), la giovane dovrà scegliere tra il sogno e la famiglia.
Thriller d’autore: Nemesi e il lago come trappola
Lato dark arriva Nemesi, serie thriller ambientata sul Lago di Como e diretta da Piero Messina, con Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Elodie e Maya Sansa. Favino interpreta un ricco erede accusato di omicidio, e un’avvocata “pronta a tutto” per conquistarsi un posto nel mondo, al punto, come sintetizza la Ronchi che la interpreta, “che non le interessa davvero se l’uomo sia innocente o colpevole”.
Sulla stessa linea ci sono la serie crime Chiaroscuro , con Pierpaolo Pollone e Andrea Lattanzi protagonisti (nel cast anche Matilde Gioli e Aurora Giovinazzo).
Film, “cuore caldo” e controllo che si spezza
Tra i progetti che Netflix definisce “heartwarming”, commedie e drammi sentimentali, citiamo Il capo perfetto , con Luca Zingaretti nei panni di un imprenditore abituato al controllo che perde la presa e vede la vita andare fuori asse.
Campioni invece vede protagonisti Alessanro Gassman e Anna Ferzetti. Il primo è un allenatore di serie A di basket, licenziato per motivi comportamentali (di cui è causa la ex moglie interpretata dalla Ferzetti). Destinato ai lavori socialmente utili gli viene affidata una squadra di ragazzi diversamente abili.
Tra i film original annunciati c’è anche Noi un po’ meglio di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, un viaggio dentro i meccanismi dell’adozione, commedia romantica e stress test degli equilibri di una coppia. E Senza volto, con Edoardo Leo che recita per la prima volta insieme alla figlia Anita. Lui è un ex agente sotto copertura che dovrà ricucire il rapporto con la figlia.
Live: WWE e Six Kings Slam, lo sport come appuntamento
Netflix continua a spingere sullo sport live. Da una parte la WWE (dall’1 aprile), dall’altra il Six Kings Slam in Arabia Saudia, con Sinner che dovrà difendere il titolo.


Al bando le polemiche
Ogni proposta è stata abbinata a una carta dei tarocchi da girare (le carte a Netflix sono sempre piaciute). Tutte, tranne una: Io sono notizia,la docuserie con Fabrizio Corona già in piattaforma dal 9 gennaio, di cui si è parlato solo in risposta a una domanda della stampa ma assente dalla presentazione. In chiusura, Andreatta è entrata nel merito delle polemiche sollevate da Matt Damon (che con Ben Affleck è protagonista del film originale Netflix The Rip – Soldi sporchi), derubricando il tutto con una battuta e ricordando il lavoro invisibile dei commission editor di Netflix, i quali “aiutano a far crescere gli alberi, ovvero le sceneggiature, in un confronto dialettico con gli autori”.
