A Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet e Mariano Rigillo i primi riconoscimenti annunciati dai Giornalisti Cinematografici che mercoledì prossimo 24 giugno festeggeranno, con i vincitori dell’edizione 2026, anche gli 80 anni dei Nastri d’Argento, nati insieme alla Repubblica Italiana, proprio nel giugno del 1946.

Premi significativi come il Nastro d’Argento SIAE per la Sceneggiatura che quest’anno va a Giulia Calenda, dopo il riconoscimento andato nei giorni scorsi a Napoli per la serialità a Ilaria Macchia.

Per Giannini, Bouchet e Rigillo non riconoscimenti alla carriera ma omaggi a tre diverse performance che hanno siglato il loro ruolo da protagonisti nel cinema dell’ultima stagione.

Per Giancarlo Giannini Nastro ad una voce straordinaria, che dopo anni di eccellenza anche nel doppiaggio, in questo caso è premiata per la sorprendente performance nel film di Giulio Base Il Vangelo di Giuda, in cui ha dato incredibilmente corpo ad un protagonista costantemente in primo piano nonostante la sua invisibilità. Un escamotage narrativo che rappresenta un valore aggiunto ad ogni lettura e questa volta costruisce, insieme al regista, Giulio Base, un tessuto narrativo emozionante in un film che riesce, così, a nascondere il volto e l’identità del suo protagonista nell’ombra di una continua suggestione.

Giancarlo Giannini in Albatross di Giulio Base. Foto di Giuseppe Bruno, JR Studio
Giancarlo Giannini in Albatross di Giulio Base. Foto di Giuseppe Bruno, JR Studio

Giancarlo Giannini in Albatross di Giulio Base. Foto di Giuseppe Bruno, JR Studio

Decisamente inedita per la sua storia dedicata alla commedia la scelta di un Nastro d’Argento a Barbara Bouchet per un’interpretazione lontana dal cliché molto amato con il quale la Bouchet ha a lungo convissuto diventando l’icona di successo della commedia sexy più apprezzata anche da Quentin Tarantino. Riceve il Nastro per l’interpretazione in Finale: Allegro di Emanuela Piovano, film nel quale affronta con delicatezza il tema della vecchiaia e anche del fine vita attraverso le riflessioni di una donna che ha vissuto libera e fiera delle sue scelte. La sua è una performance che chiude, appunto, con un finale allegro e, come suggerisce il titolo, davvero libero.

Ancora un grande attore, protagonista di una splendida carriera teatrale ma spesso ‘prestato’ anche al cinema: è Mariano Rigillo, oltre trecento spettacoli di successo in palcoscenico e una cinquantina di interessanti personaggi regalati al cinema: insieme alla Fondazione Claudio Nobis che sostiene non solo i giovani interpreti ma anche il valore del teatro, un Premio per la preziosa performance in cui oggi restituisce - nel film opera prima di Massimiliano Gallo La salita - carisma e umanità ad un testimone della cultura e del teatro di tutti i tempi come il grande Eduardo.

Mariano Rigillo in La salita
Mariano Rigillo in La salita

Mariano Rigillo in La salita

Giulia Calenda è stata e continua ad essere autrice di film molto amati dal pubblico oltreché accolti con attenzione e apprezzamento dalla stampa fin dal suo esordio, quando ha subito ottenuto il suo primo Nastro d’Argento.  Come motiva il Presidente SIAE - Salvatore Nastasi “Giulia Calenda, sceneggiatrice tra le più eclettiche nel panorama della scrittura per il cinema, ha svelato e continua a dimostrare una sensibilità speciale nel racconto delle dinamiche familiari, non solo nei momenti di ordinaria quotidianità ma anche quando la storia affronta passaggi più difficili, in cui gli equilibri si incrinano e la serenità lascia spazio alle ombre del conflitto.”