Tutta la vita davanti

Tra musical e denuncia, realismo acre e toni leggeri, Virzì regala un altro spaccato dell'Italia di oggi

27 Marzo 2008
Tutta la vita davanti
Isabella Ragonese in
Tutta la vita davanti

Narrato come una favola metropolitana da Laura Morante, Tutta la vita davanti combina realismo acre e cinico con toni leggeri e quasi ‘luminosi’. Un film importante, sospeso tra musical e cinema di denuncia, tra storia di persone ordinarie e il racconto di scelte straordinarie, in cui commozione e divertimento vanno di pari passo. Merito del regista e dello sceneggiatore Francesco Bruni, che prendono spunto dalla realtà attuale e trasformano l’epopea urbana di una ragazza qualunque in uno specchio drammaticamente fedele, piacevolmente irriverente, dell’Italia di oggi. Una sorta di “elogio della razionalità e del buon senso” raccontato attraverso una trama intrigante, impreziosita dal talento di tutti i suoi protagonisti a partire dall’esordiente Isabella Ragonese, che porta sullo schermo rigore morale e voglia di leggerezza di una neolaureata in filosofia. In Tutta la vita davanti vengono distillate le nefandezze e le storture del nostro paese, opponendo ad esse una figura emblematica come quella di una giovane donna forte, capace di affrontare la vita con un certo piglio etico, senza ambire a diventare una santa: è questa la grande forza del film, che lo riconduce idealmente alle grandi commedie del passato come Una vita difficile.

Per la recensione completa leggi il numero di marzo della Rivista del Cinematografo

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