The Eternal Daughter

Tilda Swinton si sdoppia per Joanna Hogg, che indaga il rapporto madre-figlia attraverso le suggestioni nebbiose del ricordo e del rimosso. In gara a Venezia 79

6 Settembre 2022
3,5/5
The Eternal Daughter
Tilda Swinton in The Eternal Daughter

La nebbia che sfuma alza il velo sul nuovo film della britannica Joanna Hogg, già apprezzatissima per il dittico The Souvenir, ora in concorso a Venezia con The Eternal Daughter.

Stavolta si cimenta con una storia fantasmatica di matrice autobiografica e metacinematografica, affidando a Tilda Swinton il ruolo di un’artista decisa a scrivere il prossimo film incentrato sul rapporto con sua madre. L’attrice si sdoppia però, interpretando anche questa anziana madre, o quello che ne resta nel ricordo, riattualizzando in qualche modo il mito del Norman Bates hitchcockiano, seppur in altra chiave.

Tornate nell’antica dimora di famiglia, trasformata in un hotel ma carica di un misterioso passato, le due donne affrontano segreti rimasti a lungo sepolti.

“Nel 2008 decisi di scrivere la sceneggiatura di un film che cogliesse il legame che ho con mia madre”, si legge nelle note di regia: “Lei appartiene a una generazione di donne che teneva nascosti i sentimenti, aveva sperimentato la perdita senza sapere come trasformare il dolore, e a volte viveva tra rimpianti e sensi di colpa. Ho scoperto che il mio senso di colpa, legato a quello di mia madre, mi impediva di creare una storia simile. Due anni fa ho deciso di ambientarla in un hotel inquietante. I fantasmi possono intrecciarsi alle nostre emozioni più profonde”.

Ed è proprio poggiando su questa continua ambiguità, esaltata dal fatto che le due Tilda Swindon non compaiono mai insieme dentro la stessa inquadratura, che il montaggio di Helle Le Fevre riesce a delineare con forza l’essenza di un film dove campo e fuoricampo trasformano realtà e rimosso in un dialogo costante, restituito nella dimensione di un luogo che ospita – anche esteticamente – presente e passato in un’unica forma.

Tilda Swinton e Joanna Hogg – Foto Karen Di Paola

Sembra omaggiare le ambientazioni del cinema horror della Hammer, Joanna Hogg, che in quell’hotel finisce per riesumare anche figure non totalmente definite come l’uomo interpretato da Joseph Mydell, che non può non ricordare il Dick Halloran di Scatman Crothers nell’Overlook Hotel kubrickiano di Shining.

Presenze, fantasmi, che fluttuano in questo film dall’atmosfera seducente e dalle dinamiche soporifere, propedeutiche ad una visione che si fa passo dopo passo immersione sospesa tra la dimensione del vero e del sogno. Targato A24, The Eternal Daughter vede anche Martin Scorsese come produttore esecutivo.

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