La commedia romantica è viva e l’ha salvata Netflix. Perché alla fine, tra prestigiose proposte d’autore e tv movie usa e getta, è il genere che più di tutti sembra aver trovato una seconda vita. Secondo un rapporto di Hernan Lopez, fondatore della società di ricerca Owl & Co., Netflix ottiene il massimo rendimento da romcom, commedie e contenuti per bambini, con il 14% delle ore di visione globale per le prime. Non è un caso isolato, basti pensare alla moda dilagate del romance, quei romanzi commerciali forti di una irresistibile combinazione di retaggio Harmony, erotismo innocuo e sentimentalismo esasperato.

Ma Netflix si sta concentrando anche sulla commedia romantica, genere evergreen come pochi, lavorando moltissimo sul piano visivo, culturale, industriale sulla nostalgia di un periodo storico che, chi l’avrebbe mai detto, sembra porsi come l’ultima golden age del cinema americano: gli anni Novanta, ultimo momento di ottimismo e serenità prima della guerra al terrore, della crisi economica, della paranoia social.

© 2026 Netflix, Inc.
© 2026 Netflix, Inc.
People We Meet on Vacation. (L-R) Emily Bader as Poppy and Tom Blyth as Alex in People We Meet on Vacation. Cr. Daniel Escale/Netflix © 2026 (Daniel Escale/Netflix)

Il più recente esemplare del filone, People We Meet on Vacation, è la sintesi perfetta di questa tendenza. All’origine c’è il romance omonimo di Emily Henry (classe 1991) e al centro della scena ci sono due emergenti che sono evidentemente gli eredi di varie tradizioni: Emily Bader è la ragazza emancipata impegnata nella scrittura (giornalista di viaggi, mestiere creativo e ben posizionato nel mondo come la critica gastronomica Julia Roberts in Il matrimonio del mio migliore amico) che porta in dote l’eccentricità imprevedibile di Diane Keaton; Tom Blyth è il bello e impacciato, un affidabile e controllato “marito ideale” che un po’ subisce l’esuberanza di Bader e un po’ nasconde la gioia di vivere (il modello eterno è Cary Grant).

People We Meet on Vacation deve il titolo alla promessa che stringono i due, due ragazzi che abitano nello stesso posto ma che si conoscono solo quando sono costretti a viaggiare insieme verso il Boston College. Quando le loro strade si dividono, decidono di preservare l’amicizia andando in vacanza insieme.

Lo schema sembra edulcorare quello dei due amanti di Lo stesso giorno, il prossimo anno, ma la faccenda è più complessa: com’è evidente, gli unici a non sapere che si amano sono loro due. La svolta avviene quando, dopo anni di silenzio, devono ritrovarsi per il matrimonio del fratello di lui: a colpi di flashback, tra disavventure, avvicinamenti e incomprensioni, il film procede a vele spiegate verso l’unico finale possibile. Tutto sommato, l’eredità che vorrebbe raccogliere è quella di Harry, ti presento Sally…, un classico sul tema dell’impossibile amicizia tra uomo e donna.

© 2026 Netflix, Inc.
© 2026 Netflix, Inc.
People We Meet on Vacation. (L-R) Tom Blyth as Alex and Emily Bader as Poppy in People We Meet on Vacation. Cr. Michele K. Short/Netflix © 2026 (Michele K. Short/Netflix)

Ma, senza avere la capacità mitopoietica di quella commedia intramontabile, People We Meet on Vacation funziona per la freschezza, la leggerezza e il divertimento che confermano la sensibilità di Brett Haley nel mettere in scena storie d’amore legate ai contraccolpi dello scorrere del tempo (ricordiamo Nei miei sogni, dramedy sull’amore âgé). Certo, che noia il solito contesto più che benestante (il matrimonio si svolge a Barcellona, il lusso non manca) e questa ossessione delle vacanze come fughe assistite, e che peccato non vedere di più Molly Shannon e Alan Ruck con il loro adorabile brio svalvolato, ma il successo streaming (quasi 20 milioni di visualizzazioni nel weekend di debutto) dimostra la necessità di questi prodotti così larghi e rassicuranti che sembrano non avere più cittadinanza sul grande schermo. E la scena del ballo tra Bader e Blyth è una delizia.