Con il suo titolo che dice tutto senza dire niente, Non è un paese per single è evidentemente pensato per l’esportazione: come resistere a questi piccoli paesi bucolici incastonati tra le colline toscane e sempre baciati dal sole, abitati da brave persone ben contente di lavorare in campagna e di spettegolare sulle corna di chiunque? Mettiamoci anche due belle storie d’amore tra due coppie di belli destinate a stare insieme, ma anche l’intrallazzo dell’adolescente alle prime esperienze, ed ecco una cartolina del Belpaese pronta per essere spedita in tutto il mondo.

Intendiamoci, ben vengano produzioni come Non è un paese per single, Original italiano di Prime Video che traduce per immagini il bestseller di Felicia Kingsley, che al secolo è la carpigiana Serena Artioli, autrice da oltre un milione di copie. Uno pseudonimo esotico che definisce bene la natura di questa operazione genuinamente finta, un simpatico fumettone romance che, pur con una sua grazia commerciale, sembra realizzato da americani in trasferta per l’abbondanza di stereotipi (le differenze tra città e campagna, terra e business, soldi e felicità) e smarmellamenti (la rappresentazione del paesaggio è da spot turistico).

Amanda Campana in Non è un paese per single
Amanda Campana in Non è un paese per single

Amanda Campana in Non è un paese per single

Ambientata nell’immaginaria Belvedere in Chianti (un nome che è un programma per questo borgo ricreato nella provincia di Siena, tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle), è la storia di una famiglia matriarcale composta da quattro donne di tre generazioni diverse: Elisa (Matilde Gioli, attrice ideale per questo genere di film), che cresce la figlia adolescente (Margherita Rebeggiani, scoperta in Settembre), sua sorella Giada (Amanda Campana) e la madre Mariana (Cecilia Dazzi) gestiscono la tenuta di un vecchio conto facendo a meno degli uomini (il marito di Mariana è morto, il padre della ragazza è sparito, Elisa non ha tempo per i maschi, Giada è l’amante di un imprenditore sposato).

Alla morte del conte, i due nipoti, il guascone Michele (Cristiano Caccamo) e il timido Carlo (Sebastiano Pigazzi), arrivano in paese per occuparsi dell’eredità, con il primo che vorrebbe vendere agli americani per conquistare l’agognata promozione. Per salvare la tenuta (e la propria vita), le ragazze architettano un piano per evitare la vendita: che fare quando tra Giada e Carlo prima e tra Elisa e Michele dopo nascono sentimenti che avevamo previsto tutti tranne loro?

Sebastiano Pigazzi in Non è un paese per single
Sebastiano Pigazzi in Non è un paese per single

Sebastiano Pigazzi in Non è un paese per single

La produzione del gruppo Lucisano si vede nella confezione funzionale e dignitosa (la fotografia di Valerio Evangelista, le musiche di Ratchev & Carratello, il montaggio di Luciana Pandolfelli), con la regia discreta di Laura Chiossone (lontani i tempi più radicali di Tra cinque minuti in scena) e e la sceneggiatura di Alessandra Martellini, Giulia Magda Martinez e Matteo Visconti. Intrattenimento leggero, anzi leggerissimo, rassicurante senza sforzi, colorato più che colorito, televisivo da piattaforma.