Euforia

Valeria Golino si conferma con l'opera seconda. Grande prova dei due "fratelli diversi" Scamarcio e Mastandrea, in Un Certain Regard a Cannes 2018

25 ottobre 2018
3,5/5
Euforia
Euforia

Euforia è la storia di due fratelli. Di un nuovo incontro, dopo che la vita li obbliga a riavvicinarsi a causa di una situazione difficile.

Uno è Matteo (Riccardo Scamarcio), giovane imprenditore di successo, affascinante, dinamico e spregiudicato. L’altro, il maggiore, è Ettore, (Valerio Mastandrea), rimasto nella natia Nepi, ad insegnare nelle scuole medie. Un uomo cauto, che per non sbagliare ha sempre preferito rimanere un passo indietro, nell’ombra.

Valeria Golino, alla sua opera seconda dopo Miele (anche stavolta ospitata in Un Certain Regard al Festival di Cannes), scrive – insieme a Francesca Marciano, Valia Santella, con la collaborazione di Walter Siti – e dirige un film narrativamente meno estremo del precedente, ma nuovamente coerente per quello che riguarda eleganza e linguaggio cinematografico.

C’è ancora una volta la morte all’orizzonte, ma quello su cui si concentra l’attrice/regista napoletana è il nuovo modo di concepire la fratellanza tra due persone fino a quel momento divise per formazione e carattere, costrette dalla vita e dalle inclinazioni ad allontanarsi e nuovamente costrette dalla vita a ricalibrare il loro legame.

 

Non c’è mai lo scadimento nel banale, le poche scene madri presenti nel film riescono a mantenersi credibili anche grazie alla straordinaria prova dei due protagonisti, con Scamarcio davvero sorprendente (ed è ormai una crescita che possiamo considerare definitiva, pensando anche al doppio Loro di Paolo Sorrentino) e Mastandrea compassato al punto da rendere quell’incertezza della malattia così autentica, e dolorosa.

Ma non è “semplicemente” un film doloroso, questo della Golino. E a ricordarcelo non è solamente il bellissimo (e programmatico) titolo: l’Euforia è anche nella riscoperta delle piccole cose, nel riappropriarsi di un vecchio balletto infantile che faceva il verso a Stanlio e Ollio, o nel poter rivedere, magari solo per un breve pomeriggio, la giovane donna (Jasmine Trinca, meravigliosa anche in quelle sole tre pose) di cui ti sei perdutamente innamorato ma che le “cose della vita” ti hanno suggerito di lasciare indietro.

E francamente sentiamo sia doveroso anche dimenticare quel superfluo che qui e là rischia di appesantire il flusso emotivo del racconto, perché alla fine, quello che resta davvero, è tutto in quel commovente abbraccio sotto le coreografie folli e impreviste di un meraviglioso stormo nell’azzurro del cielo romano.

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nataliaSauro BorselliAlberto deaDaniele GaspariniPIno Allegro Recent comment authors
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Francesco T Monaco
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Francesco T Monaco

un film doloroso ed intenso con due protgonisti eccezionali nel loro ruolo Stupenda la finale nel cielo di Roma dove solo gli stormi sembrano volare felici di fronte alle miserie e dolori degli uomini credo che chi non ha ca pito il film non ha mi sofferto nel vedere l sofferenza per altrui malattia francesco monaco ancona

Adami Renzo
Ospite
Adami Renzo

Mastrandrea nel recitare non sembrava un insegnante ammalato ma un semplice operaio, sarebbe interessante sentire una risposta dalla Regista Sig.ra Valeria Golino. Grazie

galyna
Ospite
galyna

…non mi è piaciuto! un film che ti annoia e non manda messaggi forti come mi aspetavo… peccato!

andrea
Ospite
andrea

Mi dispiace di non avere potuto assistere alla decantata scena finale, ma me ne sono andato a metà film, trovandolo estremamente pesante e privo di coinvolgimento. Solo la bravura dei protagonisti non mi ha fatto uscire ancora prima.

Daniela valeria
Ospite
Daniela valeria

Film elegante, intenso, commovente e divertente, sorprende e sdrammatizza anche il dolore e la paura, ottimi gli attori ,formidabile Scamarcio

PIno Allegro
Ospite

Lo stile narrativo della Golino (ormai regista con indubbia intenzione a maturare sempre più occupandosi degli infiniti drammi dell’uomo) anche in questo film si rivela inconfondibile: sono sempre le ultime scene finali, e l’ultima in particolare, che chiariscono la vera idea ispiratrice del film dando all’opera stessa l’esatto valore che gli appartiene. Tutto il resto che viene prima ha l’apparenza di un prologo, nell’attesa di un qualche sviluppo tra i tanti possibili (per esempio, la morte o addirittura l’improbabile guarigione di Ettore) dando allo spettatore la possibilità di vederci quello che la propria fantasia gli suggerisce. Ebbene, il valore di… Leggi il resto »

Daniele Gasparini
Ospite
Daniele Gasparini

Le interpretazioni dei due fratelli sono perfette. Il film è lo specchio della società attuale. Attenta solo all’apparenza e distante dalla vita reale. Come il ballo degli uccelli in volo su Roma unisce una specie, l’abbraccio di due fratelli riporta armonia. Bravi bravi

Alberto dea
Ospite
Alberto dea

Mediocre.
Malattia seria con sequenze inverosimili.
Faccio un esempio per tutti: ostentazione della omosessualità; ridicolo il viaggio a Medjugorje fatto passare per Lourdes e il
rapporto con la guida buttando fuori il fratello malato dalla stanza che denotano caduta di stile.
La tanto decantata scena finale è una immagine dei cieli di Roma in autunno e significo difficoltà per i cittadini e non liberazione.
Recitazione insufficiente e regia scarsa
Mi limito quì ma ci sarebbe molto da discuterne.

Sauro Borselli
Ospite
Sauro Borselli

per fare spettacolo si ricorre a situazioni estreme, sopratutto Scamarcio. Più credibile Mastrandrea.
Anche il finale è dichiarato stupendo solo perché i due fratelli prima hanno esagerato ( ovvero la regista): la normalità torna a essere desiderabile.
Perplesso.

natalia
Ospite
natalia

non sono d’accordo. Il film e’ “slegato”, poco fluido, non armonico . Sembrano tante scene messe insieme.
Molte inutili. La madre, la ex moglie….. il tatuato …
Non ho visto nulla che potesse ricordarmi la realta’: tutto finto e fatto male

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