Desiderio

Riuscito diario minimo di una vita a due. Misurato e sottotono, come la quotidianità dei protagonisti. Applaudito a Berlino

28 Giugno 2007
Desiderio
Una scena del film

L’imponderabilità dei sentimenti in una coppia come tante. Arma in più di Desiderio (in originale Senhsucht, nostalgia), lo scorso anno applaudito a lungo al Festival di Berlino, è proprio il registro adottato dalla regista Valeska Grisebach. Misurato e sottotono, come la quotidianità dei protagonisti, in un sobborgo dell’hinterland berlinese. Una vita qualunque, un luogo qualunque, due persone qualunque: nulla sembra poter distogliere Ella e Markus dall’amore che li accompagna da sempre: senza grilli per la testa lui, pompiere volontario, classica brava ragazza lei, cantante in un coro, e semplicissimo il loro rapporto, avviato sui binari di una serenità al limite del disarmante. Variabile impazzita è l’interrogativo di partenza: cosa accadrebbe se un giorno ci svegliassimo accanto a un’altra persona? Premessa quasi surreale, che la regista austriaca trasforma invece in stringente realismo. L’incredulità induce in principio alla rimozione lo stesso protagonista. Poi la chiusura di un triangolo che sembra sfidare ogni logica e previsione.

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