Una Regina a Torino

Al 38° TFF il film di Alessandro Grande, con Ginevra Francesconi e Francesco Montanari, unico titolo italiano in concorso: "Un'opera sul senso di colpa, che riflette sulla generazione di oggi incapace di prendersi le proprie responsabilità", dice il regista
25 Novembre 2020
Festival, In evidenza
Una Regina a Torino
Regina

Non solo La regina degli scacchi, mini-serie in onda su Netflix da ottobre 2020, c’è anche un’altra Regina. E’ quella di Alessandro Grande che con il suo film (dal titolo Regina appunto) è l’unico italiano in concorso alla 38esima edizione del Festival di Torino.

Un’opera prima sulla colpa e sulla fine dell’innocenza, che vede protagonisti un padre e una figlia, interpretati da Francesco Montanari e Ginevra Francesconi.

Regina

“Affronto il tema del senso di colpa. Mi aveva molto colpito il libro Il complesso di Telemaco dello psicoanalista Massimo Recalcati, che riflette sulla generazione di oggi incapace di prendersi le proprie responsabilità”, racconta il regista, che già si era distinto grazie a Bismillah, un corto di quattordici minuti apprezzato in tutto il mondo e vincitore del David di Donatello nel 2018.

Regina è una ragazza che sogna di fare la cantante e in questo suo desiderio è sostenuta dal padre. Un giorno i due si trovano coinvolti in un incidente e le loro strade cominceranno a dividersi: lei andrà alla ricerca della redenzione, lui invece deciderà di negare tutto e di fare finta che nulla sia successo.

“Anche io sono cresciuta molto insieme al mio personaggio. Grazie alle tante prove si è creato tra me e Francesco un rapporto davvero simile a quello che c’è tra un padre e una figlia”, racconta Ginevra Francesconi. E Francesco Montanari aggiunge: “Ora è come se avessi una figlia adottiva. E’ stato davvero un bel viaggio. Abbiamo lavorato molto sul senso di colpa e sul confidare che con il tempo le cose passano. Ma non sempre è così. Questo è un film di formazione che andrebbe proiettato nelle scuole”.

La storia si svolge in una Calabria insolita, diversa da quella che siamo abituati a vedere. “Ho voluto raccontare la Calabria delle montagne, una terra lontana dallo stereotipo che tutti conoscono con il mare e il sole- dice il regista, che è di Catanzaro-. Ho scelto quest’ambientazione e questo clima rigido e freddo perché era vicino alle anime dei miei personaggi e rappresentava bene il loro rapporto che piano piano si sta sgretolando”. E su Regina specifica: “Anche lei, come Telemaco, aspetta sulla riva suo padre per potergli ridare l’autorità. In lei c’è pure la possibilità di sognare e di evadere attraverso l’arte”.

Infine conclude: “Quando si raccontano storie di ampio respiro la difficoltà sta nel mantenere sempre viva l’attenzione. Io ho cercato di tenere un ritmo coerente e di seguire le emozioni”.

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1 Comment on "Una Regina a Torino"

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Maria Letizia Lopez
Ospite

Regia e fotografia bellissime!!! Attori bravissimi!!! Lavoro che lascia capire una grande passione del regista. Faticoso anche per ambientazione e per la scelta di alcune scene! Direi nel complesso un’opera prima che fa davvero piacere vedere!!! Bravi!!! E Brunori… ❤️

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