Un Festival per la città

Pioggia di film (4 tedeschi in concorso) alla Berlinale di Dieter Kosslick, che aspetta George Clooney e apparecchia la città con lo Street Food
5 Febbraio 2014
Un Festival per la città
Monuments Men

Diventa sempre più difficile trovare la formula giusta per preservare o rendere più competitivo un festival. E se la quantità non manca (circa 400 i film nelle varie sezione), la carta di identità di una manifestazione internazionale rimane, però, ancora il Concorso. A Berlino, 64° edizione in programma dal 6 al 16 febbraio, tra i venti in gara per l’Orso d’Oro ci sono l’americano Richard Linklater (Prima dell’alba, Prima di mezzanotte e Before Midnight) con Ethan Hawke nel dramma sentimentale Boyhood, girato nell’arco di 12 anni e in prima mondiale al Sundance, e il franco-algerino Rachid Bouchareb con La voie de l‘ennemi (nel cast Forest Whitaker, Harvey Keitel e Brenda Blethyn). Stellan Skarsgård e Bruno Ganz sono i protagonisti invece dell’action comedy Kraftidioten del norvegese Hans Petter Moland (vecchia conoscenza della berlinale: The Beautiful Country), mentre la Germania entra massicciamente in gara con quattro titoli: Jack di Edward Berger di cui si dice molto bene, Kreuzweg di Dietrich Brüggemann, Zwischen Welten di Feo Aladag e Die geliebten Schwestern di Dominik Graf.
Tra le mosse azzeccate di Dieter Kosslick ci sono l’opening con The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (anteprima assoluta), con un cast di stelle tra cui Ralph Fiennes, Edward Norton, Owen Wilson, Tilda Swinton, Jude Law, Bill Murray, Adrien Brody, Harvey Keitel. Ambientato nella prima metà del XX secolo – racconta la storia di un importante concierge di un albergo lussuoso (Ralph Fiennes) e dell’amicizia che lo lega ad un giovane apprendista, che ben presto diventerà il suo protetto. Sempre fuori concorso, poi, l’atteso Monuments Men di George Clooney, che recita al fianco di un manipolo di star tra cui Matt Damon e Cate Blanchett, nelle sale italiane dal 13 febbraio. Attenzione poi al nuovo film di Alain Resnais: Aimer, boire et chanter e Aloft di Claudia Llosa (co-produzione Spagna/Canada/Francia), interpretato da Jennifer Connelly, Cillian Murphy e Mélanie Laurent. E se la giuria internazionale ha poco appeal (James Schamus, Barbara Broccoli, Trine Dyrholm, Mitra Farahani, Greta Gerwig, Michel Gondry, Tony Leung e Christoph Waltz ma c’è Valeria Golino nell’Opera prima), va detto che la Berlinale ha sempre avuto un grande impatto sulla città. Il pubblico la segue e sostiene assiduamente, e questo è un vantaggio che pochi festival possono vantare. Così bisogna dare atto a Kosslick di aver anticipato un fenomeno che sta prendendo piede ovunque e parte dall’America. Per la prima volta, infatti, il festival porta il cibo nelle strade della città: sei camion in zone strategiche offriranno ai passanti diverse tipologie di street food.

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