U.S.? No, Cannes

Variety lamenta la scarsa rappresentanza americana sulla Croisette. E lancia la sua scommessa sui titoli in concorso
18 Aprile 2008
U.S.? No, Cannes

Pochi film americani andranno al Festival di Cannes. Eloquente il titolo dell’editoriale pubblicato ieri da Variety, che lancia le prime indiscrezioni riguardo ai titoli attesi sulla Croisette lamentando l’esigua presenza della produzione a stelle e strisce. “Al momento – scrive Variety – di sicuro c’è solo il debutto alla regia di Charlie Kaufman (l’acclamato sceneggiatore de Il ladro di orchidee e Se mi lasci ti cancello, ndr) con Synecdoche, New York, in cui Philip Seymour Hoffman interpreta il direttore di un teatro”. Annunciata anche la presenza di Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull, quarto episodio della saga diretta da Steven Spielberg che vede come sempre protagonista Harrison Ford, affincato stavolta dal giovane Shia LaBeouf. Attesa anche l’animazione della Dreamworks Kung Fu Panda, diretto da Mark Osborne e John Stevenson, con le voci di Jack Black e Angelina Jolie. “Rispetto allo scorso anno – aggiunge Variety – la scelta dei tempi di produzione dei film americani non sembra aver lavorato in funzione del Festival”. Tornando ai titoli in predicato per Cannes, Variety ricorda What Just Happened? di Levinson che dovrebbe chiudere la manifestazione, mette in dubbio la presenza del doppio film di Soderbergh (The Argentine, con Benicio del Toro, e Guerrilla) su Che Guevara, mentre esclude una partecipazione di Woody Allen, che dovrebbe portare il suo Vicky Cristina Barcelona al San Sebastian Film Festival in autunno. Fuori dai confini americani vengono dati per certi The Silence of Lorna dei fratelli Dardenne, The Palermo Shooting di Wim Wenders (con Dennis Hopper, Milla Jovovich e la nostra Giovanna Mezzogiorno), Blindness (dall’omonimo romanzo di Saramago) del brasiliano Fernando Meirelles, con Julianne Moore e Mark Ruffalo, l’italiano Gomorra (dal libro di Saviano) di Matteo Garrone e il turco Daydreams di Nuri Bilge Ceylan. Per quanto riguarda i film francesi, Variety si sbilancia per ora soltanto su Philippe Garrel che dovrebbe portare in concorso il suo La Frontiere de l’aube, e Un Conte de Noel di Arnaud Desplechin, con Mathieu Amalric, Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni. Parzialmente francese (nella produzione) è anche Un Barrage contre le Pacifique del cambogiano Rithy Panh, tratto dal romanzo di Marguerite Duras (già portato al cinema nel 1958 da Rene Clement, This Angry Age). Probabili titoli della manifestazione, ma non in concorso, sono anche: Shirin di Abbas Kiarostami, I Come With the Rain del vietnamita Tran Anh Hung (con Josh Hartnett nelle vesti di un investigatore privato ad Hong Kong), i due italiani Sangue Pazzo di Marco Tullio Giordana e Il divo di Paolo Sorrentino, Adoration di Atom Egoyan e Tokio Sonata di Kiyoshi Kurosawa. “Nella selezione ufficiale – conclude Variety -, ma come eventi speciali, dovrebbero esserci anche Tyson di James Toback, un incontro ravvicinato con il boxer; il documentario di Kusturica su Diego Maradona; e il documentario di Marina Zenovich Roman Polanski: Wanted and Desired“.

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