Tosi ricorda Il Gattopardo

"Film come questi non possono essere visti a casa", dice il costumista. Che saluta il ritorno al cinema del capolavoro di Visconti, in attesa dell'Oscar
25 Ottobre 2013
Tosi ricorda Il Gattopardo
Piero Tosi

Dal 28 ottobre sarà possibile vivere nuovamente al cinema l’esperienza del capolavoro di Luchino Visconti Il Gattopardo, grazie al recente restauro promosso, fra gli altri, da Cineteca di Bologna, Titanus, Pathé e Twentieth Century Fox con il sostegno finanziario di Gucci e della The Film Foundation di Martin Scorsese. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uscì nelle sale esattamente 50 anni fa e sarà ripresentato in 74 sale in tutta Italia. Il restauro, realizzato al laboratorio L’Immagine Ritrovata, promette di restituire nitidezza e fasto a quello che Martin Scorsese ha definito come “uno stupefacente arazzo cinematografico in cui ogni gesto, ogni parola, la disposizione di ogni oggetto in ciascuna stanza richiama in vita un mondo perduto», in poche parole «una delle più grandi esperienze della storia del cinema”. Il progetto è stato presentato questa mattina presso la Casa Del Cinema di Roma. “Film come Il Gattopardo non possono essere visti in DVD a casa. Hanno bisogno di aria. Hanno bisogno del grande schermo” sono state le parole di Piero Tosi, classe 1927, creatore degli splendidi costumi dell’opera di Visconti e in procinto di ricevere un meritato premio Oscar alla sua decennale carriera.
“Se non lo avessi visto in sala, non ne avrei capito l’assoluta grandezza. La cosa che colpisce di più è la sorprendente precisione dei dettagli. Sono moto emozionato per il ritorno in sala del Gattopardo” ha fatto eco Gian Luca Marinelli della Cineteca di Bologna. La riproposizione al cinema del capolavoro di Visconti si inserisce infatti nel più ampio progetto distributivo “Il Cinema Ritrovato. Al Cinema” della Cineteca di Bologna in collaborazione con Circuito Cinema, che presenterà versioni restaurate di grandi film del passato: Il Gattopardo è il secondo capitolo di questo percorso iniziato con Delitto perfetto di Alfred Hitchcock, proiettato nell’originale veste 3-D del 1954. Piero Tosi ha avuto modo di raccontare la sua esperienza alla realizzazione del film: “Il lavoro era molto complesso e preoccupante per me. Ero molto giovane all’epoca (ora ho un’età leggendaria). Nel creare i costumi ho provato a trovare una forma e a dare verità ai personaggi. Non so se ci sono riuscito: ogni giorno avevo ripensamenti e angosce. Quando rivedo il film riesco a notare solo gli errori. Mi ha certamente aiutato la presenza di attori straordinari: all’inizio avevamo dei dubbi su Burt Lancaster, che da interprete americano doveva calarsi nei panni di un nobile siciliano dell’800, un personaggio di cui non poteva conoscere nulla. Ma la grandiosità della sua recitazione ha fugato ogni nostra reticenza: era un vero attore, capace di “entrare ed essere” il personaggio che interpretava. Se l’attore è sbagliato, il costume non può venire in soccorso: non fu quello il caso. Il mio pallino fisso durante le riprese fu il costume di Angelica/Claudia Cardinale nella memorabile scena del ballo. Era una donna del popolo che doveva entrare nella sala della danza come una fata. Lavorai su 4 costumi diversi, e alla fine la scelta cadde su un abito con stratificazioni di colori, con un singolare “effetto Medusa”. Il materiale usato fu organza di Dior; per i bordi della scollatura e della gonna usai invece dei nastri “magici” che avevo recuperato al mercato delle pulci di Parigi. Grazie a quei nastri, nella scena dell’ingresso nella sala da ballo, Angelica viene ripresa da dietro e sembra letteralmente fluttuare. Comunque Visconti sul set fu un faro, non solo per me ma per tutto il cast. Agli attori diceva sempre: “Non preoccupatevi, se sbaglierete, vi correggerò”. Lancaster si ispirò proprio al regista per interpretare Don Fabrizio, Principe di Salina». Alla presentazione è intervenuto a sorpresa anche Enrico Lucherini, celebre addetto stampa dello spettacolo che seguì la realizzazione del Gattopardo. “Per promuovere il film mi inventavo storielle come quella per cui i fiori presenti sul set erano stati fatti arrivare dalla riviera ligure, quando invece li avevamo comprati dietro l’angolo”, ha ricordato scherzosamente.
La versione restaurata di Il Gattopardo sarà accompagnata in tutte le sale da un breve documentario, realizzato da Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice e intitolato I due Gattopardi. Gli autori mettono a confronto il film di Visconti con il romanzo di Tomasi di Lampedusa, sottolineando le differenze tra i due e proponendo alcune scene inedite provenienti dai tagli compiuti dallo stesso regista pochi mesi dopo la prima distribuzione del film.
“Era il film di mio padre. Diceva sempre che nella sua vita di produttore gli bastava di aver fatto Il Gattopardo ha dichiarato commosso Guido Lombardo, attualmente alla guida della Titanus, parlando dell’impegno profuso dal papà Goffredo nella realizzazione dell’opera. La casa produttrice entrò in crisi proprio a causa dei costi mastodontici sostenuti per la realizzazione del lungometraggio di Visconti (3 miliardi di lire dell’epoca). La Titanus è però sopravvissuta e rimane la più antica società di produzione cinematografica in Italia: venne fondata nel 1904 a Napoli dal nonno di Guido e padre di Goffredo, Gustavo Lombardo.
Grazie al restauro di Il Gattopardo “ci viene restituito uno dei nostri tesori più preziosi, in tutta la sua gloria”. Parola di Martin Scorsese.

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