Tanti auguri, Woody!

Pillole di Allen: ritratto in film e battute, per i suoi primi 70 anni. Dalle botte da piccolo, al bisogno di uova
1 Dicembre 2005
Tanti auguri, Woody!

Woody Allen compie oggi 70 anni. In attesa del suo prossimo Match Point, in uscita il 13 gennaio, abbiamo voluto omaggiarlo con una biografia in pillole. A parlare per lui, e ripercorrerne vita e carriera, sono i personaggi dei suoi più celebri film: Manhattan, Io & Annie, Zelig… Per saperne di più, vi rimandiamo al numero di dicembre della Rivista del Cinematografo. Troverete il testo completo della confessione rilasciata da Allen al suo alter ego di celluloide: frammenti di una conversazione molto speciale, iniziata tanti anni fa, e non ancora conclusa. L’INFANZIA
Mio fratello mi picchiava. Mia sorella picchiava lui. Mio padre picchiava mio fratello, mia sorella e me. I vicini picchiavano la mia famiglia. La gente dell’isolato picchiava i vicini e la nostra famiglia.

I TEMPI DELLA SCUOLA
Ricordo il corpo insegnante della mia scuola pubblica. Sapete, avevamo un detto: chi non sa fare niente insegna e chi non sa insegnare, insegna ginnastica. Quelli che neanche la ginnastica, credo li destinassero alla nostra scuola.

IL MILITARE
Non m’hanno preso, sotto le armi. Io non ero abile, ma alienabile. In caso di guerra ero da dare in ostaggio.

L’UNIVERSITA’
Ho un pessimo ricordo dell’università di New York. Successe che fui sbattuto fuori il primo anno perché copiavo agli scritti di metafisica: sapete, stavo sbirciando nell’anima del compagno di banco.

LA MAMMA
Anni fa scrissi un racconto su mia madre, intitolato La sionista castrante.

IL SENSO DELLA VITA
C’è una vecchia storiella… Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: “Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena”. E l’altra: “Sì è uno schifo… Ma poi che porzioni piccole!”. Beh, essenzialmente è così che guardo alla vita: piena di solitudine, miseria sofferenze, infelicità… e disgraziatamente dura troppo poco. L’AUTOSTIMA
Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me. L’AMORE
Io penso a quella vecchia barzelletta, sapete, quale dove uno va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo, dice di essere una gallina”. E il dottore gli dice: “Perché non lo interna?”. E quello risponde: “E poi a me chi me le fa le uova?”. Beh, credo che corrisponda molto a quello che io penso dei rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, pazzi e assurdi e… ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.

LA RELIGIONE
Ho dodici anni. Corro  in una sinagoga. Chiedo al rabbino il significato della vita. Lui me lo dice, ma me lo dice in ebraico. Non capisco l’ebraico. Poi vuole che lo paghi 600 dollari per lezioni d’ebraico.

LE DONNE
Non dovresti consigliarti con me quando si tratta di rapporti con le donne. Io sono il vincitore del premio Sigmund Freud. IL MATRIMONIO
Il secondo matrimonio di Zelig senior si contraddistingue per i litigi continui e violenti, tanto che, sebbene la famiglia abiti sopra un bowling, è proprio dal bowling che giungono lamentele per il rumore.

IL SESSO
E’ la mia immaginazione, o stai facendo soltanto del moto?

IL TRADIMENTO
Beh, io sono all’antica. Non credo nelle relazioni extraconiugali. Credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni o i cattolici.

LA VITA DI COPPIA
– Non ci stiamo trasformando in un paio di comode, vecchie scarpe?
– Comode, mai.

LA VECCHIAIA
Credo che migliorerò invecchiando. Ecco, sapete, credo che sarò il tipo virilmente calvo, sapete, come dire: l’esatto contrario dell’argentato distinto, per esempio… Ecco, e altrimenti nessuno dei due, e divento uno di quelli che spandono i filini di bava dalla bocca e che vagano per i mercatini con la borsa della spesa, sbraitando contro il socialismo.

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