Suonatela ancora, Dukes

"Il cinema oggi è pesante, si torni a Fellini", dice Robert Davi, il cattivo di Hollywood. Che dirige Bogdanovich (e presto Scamarcio)
23 Ottobre 2007
Suonatela ancora, Dukes

“Sono italoamericano, e sono cresciuto con De Sica, Rossellini, Fellini, Antonioni e Monicelli: dietro la macchina da presa ho voluto portare il loro humour, oggi il cinema è pesante, bisogna ritornare a tempi più gentili”. Così Robert Davi, uno dei cattivi per antonomasia del grande schermo, che esordisce in regia con The Dukes, alla Festa di Roma nella sezione Premiere, interpretato da lui stesso, Chazz Palminteri, Eloise DeJoria (la bambina de La casa nella prateria) e Mr. Peter Bogdanovich. “Che succede quando non puoi più fare quello che hai sempre fatto? Rimangono i sogni, e bisogna lottare per realizzarli”, dice Davi, che porta sullo schermo i Dukes (Palminteri e lui stesso), ex-membri di un gruppo Doo Wop (stile “a cappella”) di grande successo, che nel 2007 si ritrovano a lottare per la sopravvivenza, nonostante i generosi sforzi del loro manager (Bogdanovich). “Robert è un regista straordinario – dice Bogdanovich -, mi ha voluto a tutti i costi, incoraggiandomi, dicendomi che sono divertente: la cosa migliore che si possa fare è far ridere la gente”. “E’ stato un onore recitare con Robert, Chazz e Peter – dice Eloise DeJoria – nel film ci sono altri ruoli per italomericane, io invece dovevo cogliere un’attitudine specifica: Eloise viene respinta dal personaggio di Chazz, ma ha una sensibilità fuori dal comune”. Pezzo forte di The Dukes è la colonna sonora, con sei canzoni di Paolo Conte, Nebbie di Pavarotti e Mariannì di Sergio Bruni: “Ho scelto Conte per trasmettere simpatia e umorismo ad attori e personaggi: é un “everyman”, un uomo comune, che parla a tutti con semplicità universale”. “Ho sempre fatto il cattivo – prosegue il neoregista – al cinema, ma covavo questo progetto da anni: sapete quanto sia difficile fare un film, devo ringraziare il produttore Frank A. Visco, che ci ha creduto. Mi sono ispirato a I vitelloni e Big Night, e racconto la seconda possibilità che viene offerta a due uomini non più giovani”. “Voglio lavorare qui in Italia: ho una sceneggiatura romantica che vorrei realizzare a Roma, ma prima – rivela Davi – girerò negli States Little Al, su un gruppo di siciliani a New York: del cast farà parte anche Riccardo Scamarcio, che ho già incontrato a Los Angeles”. “Ho appena finito un documentario su Tom Petty – gli fa eco Bogdanovich – e ho deciso che potendo farei la rockstar… A gennaio ritornerò sul set per dirigere Killer Joe, una suspense-comedy su una famiglia che pianifica un rocambolesco omicidio”.

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