Spazio FEdS, parte Opera prima

Presentato il concorso, promosso dall'Istituto Toniolo e da Amore per il Sapere, rivolto agli studenti della scuola secondaria superiore: una sfida per riflettere su ciò che è realmente virtuale e reale
Spazio FEdS, parte Opera prima
Armando Fumagalli, Phaim Bhuiyan, Luigi Ballerini, Tiziana Ferrario, Marco Ferrari, Mons. Davide Milani - foto di Margherita Bagnara

Si è tenuta oggi allo Spazio FEdS, nell’ambito della 77esima Mostra del Cinema di Venezia, la presentazione del concorso Opera Prima, promosso dall’Istituto Toniolo e dall’Associazione Amore per il Sapere in collaborazione con diversi partner. Al centro il tema “Virtuale è reale”, con l’obiettivo di sfidare l’immaginazione e la creatività dei partecipanti non solo per scrivere un racconto breve, ma anche per ideare un soggetto per serie televisiva e film.

Nel corso di un incontro condotto dalla giornalista Tiziana Ferrario, sono intervenuti monsignor Davide Milani (presidente Fondazione Ente dello Spettacolo), Luigi Ballerini (psicoanalista e scrittore), Armando Fumagalli, (direttore del Master Universitario di I livello in International Screenwriting and Production dell’ Università Cattolica), Phaim Bhuiyan (attore e regista), Marco Ferrari (docente e ideatore del concorso).

Phaim Bhuiyan – foto di Margherita Bagnara

Ed è proprio quest’ultimo a esordire, a partire dal rapporto quotidiano con i suoi studenti: “Per farmi ascoltare dai ragazzi devo capire cosa sto offrendo loro. Cerco di offrire ciò che amo, riflesso delle sfide che vivo ogni giorno. Se non sono realmente interessato io alle sfide che pongo ai ragazzi, perché dovrebbero essere interessati loro quando varcano la porta?”.

Ferrari ha ideato il concorso per sottolineare quanto la scuola sia “uno dei luoghi più aperti che abbiamo in Italia. Gli insegnanti devono restituire agli studenti l’essenziale, che è ciò di più prezioso che abbiamo. Pensiamo alla scrittura, potremmo far capire ai ragazzi che Platone è il più grande sceneggiatore della storia”.

A capo della giuria chiamata a scegliere i più meritevoli del concorso, c’è il professor Armando Fumagalli: “Ci siamo chiesti se fosse troppo difficile chiedere agli studenti di scrivere il soggetto per una serie tv. Ma sviluppare un’idea serve a crescere e maturare, anche per capire quello che si legge. Nella nostra Università siamo abituati a guardare con fiducia ai giovani e alle loro potenzialità, cercando di intuire e di incoraggiare le voci originali e sincere, e aiutandole poi a consolidarsi e a sviluppare le necessarie competenze per trasformare una passione in una professione. Siamo contenti che una nostra studentessa, Gaia Violo, sia oggi una delle sceneggiatrici emergenti più importanti, autrice della serie Absentia e a lavoro per una produzione Netflix”.

Armando Fumagalli – foto di Margherita Bagnara

“Quando chiediamo ai giovani di leggere – riflette Luigi Ballerini – stiamo chiedendo loro di fare una cosa che noi non facciamo. L’impoverimento del loro linguaggio dipende dall’unione tra la messaggistica istantanea, povera e rapida, e la mancanza di quell’arricchimento dato dalla lettura dei testi narrativi. Tuttavia, i giovani leggono più degli adulti”.

“Leggere è fondamentale per crescere – dice Phaim Bhuiyan, attore e regista reso popolare dell’opera prima Bangla – ma è una consapevolezza a cui arrivi gradualmente: se ci tieni, impari a leggere e a scoprire cose nuove. Leggo tanti libri insieme, uno di quelli che più amo è Per questo mi chiamo Giovanni, un graphic novel ispirato a Giovanni Falcone”.

“Non esistono libri di serie A e libri di serie B. I fumetti non sono serie B, anzi: rappresentano la lettura più attiva che esista. Nello spazio bianco tra una vignetta e l’altra accadono delle cose che noi riempiamo con la fantasia. Nel concorso lasciamo ai ragazzi la libertà di esplorare i generi che preferiscono: non chiediamo la bella paginetta che vogliono a scuola, ma un racconto che possa trasmettere vivacità e pensiero, competenza e passione”.

Luigi Ballerini – foto di Margherita Bagnara

Conclude Mons. Davide Milani: “Con questa iniziativa ribadiamo l’alleanza con l’Istituto Toniolo nel campo della formazione, di cui noi ci occupiamo affrontando gli aspetti del linguaggio cinematografico. Come FEdS ospiteremo i vincitori del concorso in uno dei nostri festival, per offrire una sorta di residenza d’autore, una palestra per il passaggio verso la scrittura più matura nel terreno della serialità televisiva. La storia di Phaim dimostra che se uno ha un’idea può arrivare lontano”.

La premiazione si terrà il 28 aprile 2021 presso l’Università Cattolica a Milano.

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