Rossella e i (non) premi di qualità

Il Tar del Lazio blocca i finanziamenti a Tornatore & Co.: "Far pagare le tasse agli evasori, non accanirsi contro gli artisti", tuona il presidente di Medusa.
7 Luglio 2011
Rossella e i (non) premi di qualità

La sentenza che boccia i premi qualità 2006 per il cinema italiano è “assurda e punitiva”, dice Carlo Rossella. Il presidente di Medusa, infatti, commenta con l’Adnkronos, la decisione presa ieri dal Tar del Lazio che ha bocciato i dieci film vincitori che avevano ricevuto dalla commissione del ministero per i Beni culturali 250mila euro ciascuno (da destinare per il 71% ai produttori e per il restante 29% a registi, soggettisti, sceneggiatori, autori di musiche, fotografia, scenografia e montaggio) e che ora potrebbero doverli restituire. Tra i colpiti ci sono Medusa con La sconosciuta (Giuseppe Tornatore); Rai Cinema, coproduttrice, con quote di diversa entità, di Il regista di matrimoni (Marco Bellocchio), Centochiodi (Ermanno Olmi), Nuovomondo (Emanuele Crialese) e La stella che non c’e (Gianni Amelio); Fandango con L’amico di famiglia (Paolo Sorrentino) e La terra (Sergio Rubini), Cattleya con La stella che non c’è, l’Asp di Donatella Palermo con Lettere dal Sahara (Vittorio De Seta), la Sacher Film di Moretti con Il Caimano e Arancia Film con Il vento fa il suo giro (Giorgio Diritti).Questa, dice Rossella, è “una delle tante cose assurde che accadono in Italia. Una cosa punitiva nei confronti del cinema, degli artisti e di quelli che fanno questo mestiere. Fate pagare le tasse agli evasori – attacca il presidente – e non fate queste cose contro gli artisti. Ora – annuncia – bisogna ricorrere e speriamo che nessuno debba pagare”.
L’annullamento è stato deciso a seguito di un ricorso della casa di produzione Luna Rossa, cui è stato negato il riconoscimento per l’ultimo film di Mario Monicelli, Le rose del deserto. L’avvocato che ha fatto ricorso per la casa di produzione ha contestato, in particolare, la validità della dichiarazione dei giurati “di aver visto o di conoscere, comunque, tutte le opere concorrenti” che erano in totale 80. Ed ha chiesto pertanto “l’annullamento dell’articolo del decreto ministeriale del 20.6.1966 nella parte in cui prevede la dispensa dall’obbligo di assistere alla proiezione dei film in concorso dei componenti che dichiarino di averli già visionati e del provvedimento ministeriale del 10 marzo 2008 che ha attribuito i premi di qualità per il 2006”. La richiesta è stata accolta dal Tar che ha ristabilito il principio che i giurati devono assistere tutti insieme alla proiezione dei film su schermo cinematografico e non ciascuno in proprio e in cassetta o dvd come era avvenuto. Ora quindi i componenti della Commissione dovranno assistere alla proiezione, tutti insieme e in sala cinematografica, non solo dei 10 film vincitori, ma anche degli altri 70 che concorrevano nel 2006 ai premi di qualità.

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