Rec, e orrore sia!

Paura e delirio al Lido: gli spagnoli Jaume Balagueró e Paco Plaza inagurano il Fuoriconcorso con alta tensione cannibale
29 Agosto 2007
Rec, e orrore sia!

Terrore al Lido. A inaugurare la sezione Fuoriconcorso della 64ma Mostra del Cinema, al Lido sono arrivati i catalani Jaume Balagueró e Paco Plaza con Rec, horror ad alta tensione che in sala ha sconquassato anche gli stomaci più forti. Già noto al pubblico internazionale per Fragile, Balagueró si è unito al collega Plaza per “andare oltre le convenzioni narrative del genere, per avvicinarsi molto di più alla realtà, facendo entrare lo spettatore nel film” ambientato in un palazzo di Barcellona dove si fa strada un orrore antropofago, di origine misteriosa. “Inquadriamo il terrore – dice Balagueró – in modo reale, partendo dalla real tv: una volta era la tv, quella migliore, a imitare il cinema, viceversa oggi è il cinema a fagocitare la tv”. “Ma – tengono a precisare i due filmaker spagnoli – non critichiamo la televisione, non critichiamo nulla, vogliamo solo intrattenere. E riflettiamo su quella televisione che vuole trasgredire, mostrando l’amorale e l’illegale”. Una collaborazione, la prima tra i due, che nasce dal progetto di Rec, discusso da Balagueró e Plaza di fronte a un bicchiere: “Abbiamo fatto il film senza dividerci i compiti, facendo tutto insieme, dalla sceneggiatura alla regia. Il problema è stato un altro: domare una pellicola, che sembrava andasse dove voleva, indipendentemente dalle nostre intenzioni”. Se entrambi paiono rimpiangere “i ritmi cinematografici di una volta, oggi, e Rec lo testimonia, è tutto iperfrenetico”, considerano importante “realizzare film con la consapevolezza che oggi il cinema non si fruisce solo in sala, ma anche attrverso l’homevideo e la rete”. Dopo Rec, Plaza sta lavorando a un nuovo progetto horror ancora in fase embrionale, mentre Balagueró sta realizzando l’adattamento di La dama numero 13 di José Carlos Somoza, romanzo horror che ruota intorno alle muse. Ed entrambi, almeno per ora, non vogliono cambiare genere: “Godo troppo a fare horror – conclude Plaza – è la cosa più divertente nella vita”.

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