Pesaro guarda avanti

Alla 52° Mostra "Visioni per il cinema futuro", tavola rotonda sulle nuove modalità di autoproduzione per lavori extra-industriali e a basso budget
Pesaro guarda avanti

Si è conclusa sulle note dei Blowin’ Jazz Group, che hanno sonorizzato dal vivo il capolavoro di Michelangelo Antonioni Blow up, l’intensa giornata di lunedì 4 luglio alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Alle 10.00, presso il Centro Arti Visive-Pescheria, ha avuto luogo la tavola rotonda Incontro Satellite – Visioni per il cinema futuro, che ha permesso ai giovani autori ammessi alla nuova sezione non competitiva della kermesse marchigiana di presentare i propri lavori extra-industriali e realizzati a bassissimo budget. Ma non solo. La tavola rotonda infatti si è rivelata momento proficuo per discutere sul concetto di autoproduzione e per cercare di comprendere, assieme ai curatori Gianmarco Torri, Mauro Santini, Annamaria Licciardello ed Anthony Ettorre, quale sarà il futuro di tale modo di pensare e fare cinema.

Ma quella di ieri è stata anche la giornata inaugurale del concorso che ha visto gareggiare l’opera cinese Lu Bian Ye Can/Kaili Blues di Bi Gan e l’americana The Ocean of Helena Lee di Jim Arkin. Il Teatro Sperimentale di Pesaro ha ospitato anche le proiezioni speciali Frammento 53 di Carlo Gabriele Tribbioli e Federico Lodoli e Covered with the blood of Jesus di Tommaso Cotronei, due opere documentaristiche che rivolgono lo sguardo all’Africa: il primo un apologo sulla brutalità della guerra raccontata dai protagonisti dei diversi conflitti in Liberia, il secondo incentrato sulla vita delle popolazioni sul Delta del Niger inquinato dall’estrazione del petrolio.

Ai nastri di partenza anche la sezione Lezioni di storia-Videoteppismi: storie e forma del video di lotta, a cura di Federico Rossin, che consiste in una serie di incontri con lezioni di storia attraverso la proiezione di diversi film. Titolo inaugurale della sezione è stato Lottando la vita. Lavoratori italiani a Berlino, video inchiesta realizzata a Berlino Ovest tra gli operai immigrati italiani. Proseguono intanto la retrospettiva Critofilm e la rassegna Romanzo popolare. Quest’ultima ha introdotto ieri un’analisi sull’evoluzione del genere noir con la proiezione del cult Milano calibro 9 di Fernando Di Leo (1972).  La riflessione sul genere proseguirà nei prossimi giorni con le proiezioni di Suburra di Stefano Sollima  (2015) e Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari (2008).

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