Ozon, faccia d’Angel

"Le donne sono più intelligenti e coraggiose" dice il regista. Che strizza l'occhio al melò anni '40
28 Settembre 2007
Ozon, faccia d’Angel
François Ozon

“A me non interessa quello che è reale, ma quello che è bello”. La risposta che la protagonista di Angel, una scrittrice di grande successo ma scarso talento, piazza in faccia al marito che l’accusa di confondere vita e romanzo potrebbe andar bene per molti esteti della modernità, ma non per François Ozon. Il regista di Sotto la sabbia e Swimming Pool ha fatto anzi del “disvelamento”, mostrare ciò che si nasconde dietro la parete delle forme, un punto cardine del suo lavoro. Un’intenzione poetica che trova conferma anche nel suo ultimo film, Angel (una coproduzione anglo-belga-francese costata ben 18 milioni di euro che ha chiuso l’ultimo Festival di Berlino), presentato stamattina a Roma nella suntuosa cornice dell’Ambasciata di Francia. Ad accompagnare Ozon c’era il protagonista maschile, il fascinoso Michael Fassbender, e una rappresentanza della Teodora Film, la casa di distribuzione che ha acquistato i diritti per l’Italia, dove la pellicola arriverà il 5 ottobre in 35 copie. La storia, un adattamento dell’omonimo romanzo di Elisabeth Taylor, è ambientata in una tranquilla cittadina inglese d’inizio novecento da cui Angel Deverell, ragazza di umili origini con la passione della scrittura e il talento dell’immaginazione, sogna di fuggire. Un classico caso di sfacciata autostima che si alimenta di un successo editoriale tanto repentino quanto ingiustificato, preludio all’inesorabile caduta. “Quando ho letto il romanzo 5-6 anni fa mi è subito piaciuto. – racconta Ozon – Ho trovato interessante questa fuga dalla realtà del suo personaggio principale, una ragazza che insegue la fama sulla base di un equivoco, un talento letterario che in effetti non possiede. Il successo che prima le fa toccare le stelle si rivela effimero, e alla sua beneficiaria toccherà in sorte l’oblio. Mi ha fatto pensare a tante ragazze di oggi affamate di visibilità, pronte a salire sulla ribalta televisiva per essere messe subito dopo da parte. Inoltre ho trovato interessante il modo in cui viene rappresentato lo status dell’artista”. Come in altri film del regista francese, però, l’interesse per la storia va di pari passo con la passione filologica del cinefilo, o per dirla con Genette, il racconto tiene conto del suo discorso: ” In effetti il film ha due livelli di lettura: il primo è interessato al personaggio, i tic, le debolezze, la patologica tendenza a sognare. L’altro è l’omaggio ai grandi melodrammi hollywoodiani degli anni trenta-quaranta, che ho ripreso con affetto e ironia. La stessa Angel ha molto della Rossella O’Hara di Via col Vento, un personaggio che puoi amare e odiare allo stesso tempo”. Le donne si confermano al centro del cinema di Ozon: “Mi trovo meglio a lavorare con le attrici che con gli attori. Fin dai tempi di Sotto la sabbia mi sono accorto che le donne sono capaci di rischiare di più nel lavoro. E poi sono più intelligenti degli uomini”. Il personaggio di Romola Garai, vista di recente in una parte del tutto analoga in Espiazione, doveva essere originariamente interpretato da Nicole Kidman: “Ma poi ci siamo accorti che sarebbe risultata poco credibile nella parte di un’adolescente” spiega Ozon, che invece non ha mai avuto dubbi su chi affidare la parte del marito-bohemiàn: “Il giovane pittore doveva essere reale, carnale, carismatico e insolente. Michael Fassbender ha tutte queste qualità, possiede un misto d’ironia e forza brutale”. L’attore irlandese, rivelatosi con 300, è attualmente impegnato nella lavorazione di Hunger: “un film diretto da Steve Mcqueen – spiega – che ci riporta a una vicenda accaduta in Inghilterra nel 1981, quando alcuni esponensti dell’IRA, guidati dal loro leader Bobby Sands, iniziarono in carcere uno sciopero della fame finalizzato a farsi riconoscere come prigionieri politici e non più criminali comuni”. Ozon invece non si sbottona: “Sto scrivendo alcune cose, per le mani ho un pò di progetti, ma niene di definito, per cui non vi dico nulla”.   

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