Oggi in tv, Il lato positivo

Da Hitchcock a Lumet passando per Matrix e Tinto Brass: i consigli della redazione
16 Luglio 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, Il lato positivo

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per giovedì 16 luglio.

 

IL CASO PARADINE – La 7, ore 14:15

Il colonnello Paradine, valoroso ufficiale diventato cieco in guerra, viene trovato morto. La vedova, bella e affascinante, è accusata dell’omicidio. Durante i colloqui con la donna, l’avvocato difensore si innamora di lei. Tra i meno amati dei film di Alfred Hitchcock (lui stesso covava qualche perplessità sull’esito finale), fortemente voluto dal produttore David O. Selznick, è comunque un film di Alfred Hitchcock: benché un po’ svogliato e non sempre incalzante, il maestro si riconosce nell’ironia che sovrasta la seriosità, nel tono implacabile, nella tensione che monta nonostante la pigrizia. Debutto americano per Alida Valli, accreditata col solo cognome: Hitch avrebbe preferito Greta Garbo. Non amava nemmeno Gregory Peck, rimpiazzo di Laurence Olivier. Però ci sono Charles Laughton ed Ethel Barrymore: immensi.

 

IL LATO POSITIVO – Paramount Network (canale 27), ore 21:10

“Gli americani ci hanno insegnato che il cinema è fatto di geometrie, moduli narrativi ingessati, macchine produttive super-corazzate, astuzie commerciali ed eccellenza. Tutte cose in effetti che ritroviamo nell’adattamento del romanzo di Matthew Quick (L’orlo argenteo delle nuvole), ma che da sole non ne spiegherebbero l’unicità al di là del canone, il vortice vivo di flussi emotivi sotterranei. […] Nevrotico, dirompente, brillante, il paso doble di David O. Russell aggancia script e mdp alla mente elettrica dei suoi personaggi, scende fino in fondo al disagio per poi impennarsi spinto da nuove, insperate risorse. I nostri occhi nei loro, umidi e speranzosi, trascinati corpo e nervi nella guerra autistica di due individui in rivolta contro le bizzarrie della mente, come se una supposta normalità potesse davvero tracciare una soglia psichica e morale valida per ciascuno.” (Gianluca Arnone)

 

LA PAROLA AI GIURATI – Tv2000 (canale 28), ore 21:10

Titolo originale: 12 Angry Men. È l’esordio di Sidney Lumet, tratto da un teledramma (e questa operazione di trasmigrazione cinematografica diede una svolta ad un certo cinema americano, pensiamo anche a Marty, vita di un timido). È un gran film d’attori: dodici uomini di estrazione e vissuto totalmente differenti interpretati da altrettanti attori con esperienze disparate, dal divo Henry Fonda (in uno dei ruoli più carismatici mai apparsi sullo schermo) agli eterni, splendidi, caratteristi Jack Warden (squisito), Martin Balsam (attento), Lee J. Cobb (enorme, con una parte finale da brividi), Ed Begley (esimio), E. G. Marshall (eccellente) e Joseph Sweeney (sorprendente). Il tema grosso come un macigno è quello della responsabilità degli uomini: il manifesto (e non il film-manifesto) contro la pena di morte, capace di resistere al tempo e sempre di tremenda attualità, nonché un’asciutta, claustrofobica e secca disanima sulla potenza del dubbio come cifra dell’essere umano. (Lorenzo Ciofani)

 

MATRIX – Italia 2 (canale 66), ore 21:20

“La tessitura filosofica del discorso della fantascienza, in Matrix fa un doppio salto mortale, per dirci che le nostre vite sono progettate da macchine a loro volta progettate da noi che abbiamo perso la chiave (e se il mondo fosse solo pensato dalla mente di Dio come nell’esse est percipi di George Berkeley?). Cosa vogliono i robot femmina? Cosa si nasconde nella fantascienza al femminile, se è vero che la donna è sempre un’aliena? […] Gli incroci uomo-macchina non sono più perfetti o funzionali di ciò che si trova in natura. Semmai ereditano l’imperfezione dell’umano come i computer sulle nostre scrivanie, che contraggono virus e si spengono. Come Hal 9000, che muore cantilenando.” (Cristina Paternò, Se l’androide è donna, Rivista del Cinematografo, 3/2005)

 

CHI LAVORA E’ PERDUTO – Cine 34 (canale 34), ore 2:25

Bonifacio B., di quasi 27 anni, si trova verso mezzogiorno in un giorno d’estate a girare per le strade assolate di Venezia. Il caldo, la necessità di ingannare il tempo e quella di prendere una importante decisione lavorativa, lo portano a vivere una confusione di ricordi diversi, pensieri sconnessi e fantasie esaltate. Ritornano alla sua mente alcune situazioni familiari e le varie fasi della sua educazione. Incontra Claudio, un amico degente agli Ospedali Marini e riaffiora alla sua mente un altro suo amico, Kim, che è finito per sempre in manicomio. Folgorante debutto di Tinto Brass, figlio anarchico della borghesia veneziana intriso di passione godardiana, inquieto racconto giovanile sospeso tra reale e onirico. Fondamentale la collaborazione col geniale montatore Kim Arcalli.

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