Nel nome di Jim

"Ancora oggi la donna è capro espiatorio di un mondo che non vuole vedere la verità", dice Sheridan. Alla Festa di Roma con The Secret Scripture
Nel nome di Jim

“Viviamo in un mondo in cui era possibile vedere la verità e tutti la negavano, la Chiesa era oppressiva ma si era scelto di non vedere. La verità dipende dalla nostra distanza, se la verità può mettere a repentaglio la nostra sopravvivenza… Se si accetta una menzogna funziona meglio il controllo sulle persone”. Jim Sheridan porta alla Festa di Roma il suo ultimo film, The Secret Scripture (Il segreto), che Lucky Red distribuirà in sala a partire dal 5 gennaio 2017.

Tratto dal romanzo omonimo di Sebastian Barry, il film segue la storia dell’anziana Roseanne (Vanessa Redgrave), rinchiusa da oltre 40 anni in un ospedale psichiatrico e colpevole (?) dell’uccisione, molto tempo prima, del suo unico figlio, appena nato. L’arrivo del Dr. Grene (Eric Bana), però, chiamato per una nuova perizia sulla donna, permetterà alla storia, quella vera, di tornare a galla. Grazie al racconto di Roseanne, e ai suoi “scritti segreti” di una vita, che ci riportano a lei più giovane (Rooney Mara) nell’Irlanda del 1942.ù

The Secret Scripture

The Secret Scripture

“Nel romanzo tutto accade nella mente della protagonista, ma il cinema richiede dei cambiamenti. Ho dovuto comprimere il passato, che si espande per oltre 100 anni. Non vi era una sola storia da portare in superficie, ma credo che il motore che mi abbia spinto a fare questo film sia stato quello del rapporto madre-figlio”, dice ancora il regista de Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, che aggiunge: “Continuo a raccontare storie sulle problematiche irlandesi perché ho sempre avuto interesse di come si sia sviluppato quel forte senso d’identità. Nel caso specifico, e alcuni aspetti di questa vicenda li abbiamo già visti in film come Philomena, siamo di fronte ad una protagonista vittima di un sistema sociale e religioso, talmente forte da condizionare i costumi del luogo”.

Questione “femminile” che Jim Sheridan ha potuto affrontare grazie all’apporto delle due attrici chiamate ad impersonare due fasi dell’esistenza di Rose, la veterana Vanessa Redgrave e la sempre più lanciata Rooney Mara: “Vanessa è una forza della natura, ha una grande forza di volontà, sa quello che vuole ed è ancora oggi sorprendente e spettacolare. Rooney è più calma, riservata, entrambe però in modo diverso possono mettere in soggezione le persone. Con lei credo di aver fatto pochissimo, la lasciavo improvvisare ma non potevo fare la stessa cosa con Vanessa, che arriva sempre preparata e non vuole cambiamenti di nessun tipo quando poi si batte il ciak”, racconta ancora il regista, che conclude: “Sulla questione legata al fatto che Rose sembri dover scontare il fatto di essere una donna desiderabile non credo siano cambiate poi molto le cose. Anzi, in realtà solo il fatto di essere donne sembra ancora oggi essere una colpa. E molto dipende da come, per semplificare tutto, tendiamo ancora a suddividere le cose secondo logiche binarie: 1 o 0, uomo o donna. E sempre per semplificare, finiamo per trovare il capro espiatorio. La cui innocenza, invece, sarebbe il miglior meccanismo per garantirci la sopravvivenza”.

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