Morte di un maestro

Se ne va all'età di 88 anni Vittorio De Seta, il più grande documentarista italiano. Si era fatto apprezzare anche nel cinema di fiction, con Banditi a Orgosolo e Un uomo a metà
29 Novembre 2011
Morte di un maestro
Vittorio De Seta

(Cinematografo.it/Adnkronos) – E’ morto ieri sera a Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, il regista e sceneggiatore Vittorio De Seta, maestro del documentarismo italiano . Aveva 88 anni. Aveva conosciuto anche la consacarazione televisiva con la miniserie prodotta dalla RAI, Diario di un maestro, sulla difficile condizione della didattica in una borgata romana.
De Seta nasce a Palermo il 15 ottobre 1923 da una famiglia aristocratica, e inizia la carriera cinematografica lavorando come secondo aiuto regista di Mario Chiari per un episodio del film Amori di mezzo secolo. Nel 1954 diventa aiuto regista di Jean-Paul Le Chanois in Vacanze d’amore. Successivamente si dedica all’attività di sceneggiatore e documentarista. Al 1950 risalgono i suoi documentari ambientati prevalentemente in Sicilia e Sardegna, che descrivono con potente espressività i modi di vivere del proletariato meridionale (feste sacre di Pasqua in Sicilia) e le dure condizioni di vita dei pescatori siciliani, dei minatori di zolfo nisseni, dei pastori della Barbagia. Tra questi cortometraggi il documentario Isola di fuoco, ambientato nelle isole Eolie, viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955. Nel 1961 debutta nel cinema di finzione con Banditi a Orgosolo, sceneggiato con la moglie Vera Gherarducci che vince il premio Opera prima al Festival di Venezia e il Nastro d’Argento alla migliore fotografia. Nel 1966 realizza Un uomo a metà allontanandosi dal documentarismo che contraddistingue la sua carriera. Tra il 1969 e i primi anni 1970 si trasferisce in Francia per girare L’invitata. Il film viene apprezzato da Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.
Nel 1972 De Seta ritorna alle tematiche degli esordi con una miniserie televisiva prodotta dalla RAI, Diario di un maestro, un successo che avvia la lunga collaborazione del regista con la TV di Stato. Negli anni ottanta realizza documentari per la televisione e si trasferisce nella tenuta materna di Sellia Marina in provincia di Catanzaro. Il suo profondo legame con la Calabria, che ha dato i natali a sua madre, è esplorato nel documentario In Calabria, del 1993.
Nel 2000 partecipa come attore (nella parte di se stesso) al mediometraggio Melissa 49/99 di Eugenio Attanasio e Giovanni Scarfò. Nello stesso anno realizza, con il fotografo Angelo Franco Aschei, il corto Mano e partecipa come attore ad un video realizzato da Leandro Manuel Emede con musiche di Giacomo Dati. Nel 2006 realizza il lungometraggio Lettere dal Sahara, che segue la vita di un migrante africano in Italia. Il film partecipa fuori concorso al Festival di Venezia.Nel 2005, in occasione di un tributo al regista del Tribeca Film Festival e del Full Frame Documentary Film Festival, Martin Scorsese ha presentato il documentario Detour De Seta, realizzato nel 2004 da Salvo Cuccia. Il 9 agosto 2009 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Alessandria del Carretto, il piccolo paese calabrese dove il regista girò I dimenticati (1959), documentario che narra l’isolamento del paese quando gli unici collegamenti con la costa erano costituiti dalle mulattiere e dal letto delle fiumare (quando non in piena) e l’unico momento di risveglio era segnato dalla primaverile Festa dell’Abete.

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