Miu Miu Women’s Tales

Da Miranda July a Alice Rohrwacher, passando per Nicoletta Romanoff e Ginevra Elkann: le donne del cinema si raccontano, a Venezia
30 Agosto 2014
Miu Miu Women’s Tales
La regista Miranda July

Ancora una volta, la Mostra di Venezia sposa l’eleganza femminile grazie alla firma Miu Miu. La Fondazione Ente dello Spettacolo mette a disposizione il suo stand all’interno dell’Hotel Excelsior (Sala Tropicana 1) per parlare della figura femminile nell’ambito filmico. Lo scopo dell’iniziativa “Miu Miu Women’s Tales” è proprio quello di evidenziare il ruolo della donna riconoscendone creatività e carisma che troppo spesso vengono denigrati in un ambiente indirettamente sessista.Tra le giornate di ieri e oggi, venerdì 29 e sabato 30 agosto, si sono svolti gli incontri con le dirette protagoniste della settima arte, ovvero registe, produttrici e attrici. Moderatrice della prima giornata Penny Martin, editor in chief di The Gentlewoman Magazine.Per prime sono intervenute Miranda July e So Yong Kim, rispettivamente autrici dei cortometraggi Somebody e Spark and Light. Entrambe non hanno saputo dare una risposta al perché siano state scelte proprio loro, insieme ad altre sei colleghe, per rappresentare il marchio Miu Miu e le donne. Si è parlato perciò di come forse i singoli stili e gli aspetti autobiografici che traspaiono dai precedenti lavori abbiano veicolato la selezione di determinate registe. E di lì, l’utilizzo degli abiti che fungono da filtro tra sogno e realtà, trasportando lo spettatore “da un contesto limitato a qualcosa di più sensoriale” (cit. Penny Martin). Circa la questione di genere, Miranda July rivela che secondo lei le donne hanno un potere inconscio, nel senso che vengono costantemente esaltate e ricercate in contesto cinematografico dal sesso maschile, che tuttavia non accetta poi di condividere il fantomatico primato con loro. È sulla stessa lunghezza d’onda So Young Kim, la quale aggiunge che i film possono, anzi dovrebbero essere visti senza una separazione dei sessi.Le due attrici Felicity Jones e Kate Mara, insieme alla produttrice Dede Gardner, sono invece state le ospiti pomeridiane. La giornalista scozzese ha spostato il tema direttamente sul ruolo delle donne al cinema e in televisione. Tutte si sono dette interessate all’idea di lavorare per un cortometraggio nel pieno stile dei Miu Miu Women’s Tales, caratterizzato cioè da una prevalenza femminile, al fine di evidenziare il ruolo del gentil sesso. Questo perché, come ha sottolineato la Jones, “succede una volta ogni venti anni di avere per regista una donna, e pertanto bisogna sfruttare al meglio l’occasione”. Le fa eco Kate Mara, specificando come un cortometraggio evidenzia maggiormente le caratteristiche dei personaggi interpretati rispetto a un film, il che si traduce in una valorizzazione della femminilità, nel nostro caso specifico. Dede Gardner invece incita le donne del pubblico a insistere per farsi valere in quello che fanno, “perché al cinema, purtroppo, è più difficile veicolare determinati generi se c’è una donna alla regia […] Dobbiamo continuare a combattere per far riconoscere l’importanza del nostro ruolo di donne al cinema”.Il secondo giorno si è aperto con Giorgio Gosetti, Delegato Generale Giornate degli Autori Venice Days, a condurre l’incontro che ha visto ospiti la produttrice Ginevra Elkann, l’attrice Nicoletta Romanoff e la regista Alice Rohrwacher. Quest’ultima ha parlato delle differenze d’approccio tra uomini e donne nel dirigere film. Crede che se vedendo una qualsiasi pellicola il pubblico si accorge della mano di una donna dietro la cinepresa, allora il lavoro può dirsi non riuscito, perché significa che la regista non si è abbandonata completamente al suo lavoro, il che è un male: “C’è bisogno di determinazione. Le cose difficili alle persone forti”. La Elkann invece è dell’idea che ormai le donne siano riuscite a conquistarsi un posto rispettabile all’interno del contesto cinematografico. Ha aggiunto che i momenti più difficili della sua carriera non sono stati legati a una questione di genere. La donna comunque non dovrà mai smettere di farsi valere tra gli uomini, altrimenti si rischia di fare un passo indietro, e la strada da risalire sarebbe molto ripida. Nicoletta Romanoff ha affrontato il tema dal punto di vista personale, in maniera quasi etica: “Ogni scelta comporta una rinuncia, nella vita reale come al cinema”. L’attrice ritiene che quando si ha in mano una sceneggiatura e si legge di un personaggio femminile odioso, “da prendere a schiaffi” (cit. Romanoff), bisognerebbe sempre cercare di far trasparire emozioni e atteggiamenti propri di quel personaggio. Al tempo stesso però non bisogna dimenticarsi delle scelte che lo hanno portato ad essere tale, scelte che sono tanto importanti quanto le rinunce fatte.L’ultimo atto del Miu Miu Women’s Tales ci riporta invece in America, a cavalcare l’onda della fortunata serie televisiva Girls. La produttrice Ilena S. Landress ha intervistato infatti Lena Dunham, autrice e interprete, oltre che produttrice insieme a Jenni Konner, seconda ospite, del fortunato serial d’oltreoceano. Sono stati rivelati importanti aspetti circa il modo di lavorare in ambito televisivo americano. Entrambe hanno iniziato raccontando di come si sono conosciute, di come idealizzano e insieme affrontano la stesura di un nuovo episodio – passando da una notte insonne davanti la tv a un pizza fredda di prima mattina. La loro complicità femminile è stata ed è un fattore importante per il successo di Girls. Si è poi riflettuto sul ruolo della donna nello specifico. Jenni Konner ha svelato che ai suoi esordi era molto intimorita dal settore, che lei ha definito “prettamente maschile”, e che è stato proprio grazie al talento e all’intraprendenza di Lena se ora Girls è una serie acclamata in tutto il mondo. Proprio la Dunham, ragazza di 28 anni, ha concluso lanciando indirettamente un messaggio ai ragazzi che sognano in grande come lei: “Contro tutto e tutti, indipendentemente dal tuo sesso, se pensi che ciò che hai fatto possa davvero funzionare… buttati!, non temere, perché in qualche modo sarai ricompensato”. 

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy