Mick Jagger si ambienta al Lido

“Fanno bene a manifestare, sono coloro che erediteranno il pianeta”, dice il frontman dei Rolling Stones a proposito dei comitati contro il climate change. Il rocker a Venezia 76 per The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi
Mick Jagger si ambienta al Lido
Mick Jagger - Foto Karen Di Paola

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Sono felice che manifestino, sono quelli che erediteranno il pianeta. Negli Usa i controlli ambientali che avrebbero aiutato a proteggere il clima sono stati annullati. Sono felice che le persone vogliano manifestare, sono con loro”.

Mick Jagger – Foto Karen Di Paola

Mick Jagger sposa la causa dei comitati ambientalisti che oggi hanno occupato dall’alba alle 14 circa il tappeto rosso del Lido, dove il leggendario frontman dei Rolling Stones è atteso stasera per la passerella del film di chiusura della Mostra di Venezia, The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi, di cui è protagonista al fianco di Claes Bang, Elizabeth Debicki e Donald Sutherland.

“Mi è piaciuto che il romanzo parlasse di verità che è un argomento importante oggi. Il fatto che parlasse del fatto che la mente umana trasforma le bugie in verità e poi ci crede. Questo film tratta dell’inganno e del potere che riflettono l’epoca di ‘post-verità’ nella quale viviamo”.

Il Cast – Foto Karen Di Paola

Giuseppe Capotondi confessa che è stato questo il motore che lo ha convinto ad adattare per cinema il romanzo di Charles Willeford, The Burnt Orange Heresy.

L’omonimo film, interpretato da Claes Bang, Elizabeth Debicki, Mick Jagger e Donald Sutherland, chiude oggi fuori concorso la Mostra del Cinema di Venezia.

Il mondo dell’arte e della malavita si scontrano in questo thriller neo-noir. Nell’Italia dei giorni nostri, il carismatico critico d’arte James Figueras (Bang) ha una relazione con la provocante e attraente americana Berenice Hollis (Debicki).

Mentre lui è il classico antieroe in fieri con un fascino che nasconde le sue ambizioni, lei è una figura innocente che viaggia attraverso l’Europa, libera di essere chiunque desideri. I due amanti raggiungono l’opulenta tenuta sul lago di Como di Joseph Cassidy (Jagger), un potente collezionista d’arte. Il loro ospite risulta essere il mecenate di Jerome Debney (Sutherland), il solitario J.D. Salinger del mondo dell’arte, e fa una richiesta molto diretta a James: deve sottrarre a tutti i costi un capolavoro di Debney dallo studio del pittore.

Trascorrendo del tempo con il leggendario artista, la coppia inizia a rendersi conto che, per quel che riguarda sia Debney che la loro missione, nulla è come sembra. Ma James è un uomo di profonde e celate ambizioni disposto a tutto pur di avanzare nella propria carriera: dall’incendio doloso al furto con scasso, fino all’omicidio.

“Il mio personaggio è disposto a tutto”, dice Claes Bang, che aveva già interpretato un mercante d’arte in The Square, film Palma d’Oro al Festival di Cannes 2017. “Questo è diverso, qui sono folle e cattivo. L’unica similitudine è il mondo dell’arte ma non voglio fare solo film in cui interpreto mercanti d’arte”.

The Burnt Orange Heresy – Claes Bang and Elizabeth Debiki (Credits Jose Haro)

A chi gli chiede come mai abbia deciso di recitare in questo film, Jagger risponde: “La recitazione è un po’ come stare sul palco. Una è dal vivo e l’altra no. Una se sbagli non puoi correggere. Ma nella recitazione metti in gioco un’altra parte del cervello e questo mi interessava. Il mio personaggio è molto affascinante perché come gli altri personaggi del film non si capisce mai bene se dicono la verità o no. Mi è piaciuto tantissimo interpretarlo”.

“Mi è piaciuto moltissimo – assicura Jagger – recitare in questo ruolo di collezionista e commerciante d’arte. Lui vuole far salire le quotazioni della sua galleria. È un aspetto dei mercanti d’arte quello di cercare di fare di tutto per far alzare le quotazioni dei quadri che possiedono. Ma non sono un buon collezionista nella vita, di solito butto molte cose. O compro le cose che mi piacciono e poi le perdo: sono un collezionista fallito”, aggiunge il leggendario frontman dei Rolling Stones.

Regista e protagonisti lodano la sceneggiatura di Scott B. Smith. “E’ la migliore sceneggiatura che ho letto da molti anni. Perfetta”, dice Donald Sutherland. Sull’ambientazione sofisticata come pure la fotografia, il regista conclude: “Volevo creare un’atmosfera che richiamasse quella degli anni d’oro di Hollywood”.

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