Margherita Buy e Giuseppe Piccioni, storia di un’amicizia

"Lui sa entrare nel mondo femminile, si identifica con noi" dice lei. "Lei è una musa, mi ha scelto come padrino di sua figlia" rilancia lui. Un legame profondo raccontato a Castiglione Cinema - RdC incontra
Margherita Buy e Giuseppe Piccioni, storia di un’amicizia
Margherita Buy e Giuseppe Piccioni - Foto Karen Di Paola

È un rapporto artistico che ha radici lontane, quello tra Giuseppe Piccioni e Margherita Buy, ospiti nell’ultima giornata della quinta edizione di Castiglione Cinema – RdC incontra, il festival organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.

È lei a ricordare il loro primo incontro: “Io e Sergio Rubini stavamo provando in teatro La stazione. Un giorno arriva Piccioni, va dritto verso Sergio per proporgli il ruolo da protagonista nella sua opera prima, Il grande Blek. E mi ignora completamente. Poi fanno il film e qualche tempo dopo andiamo in vacanza a Ginostra. E lì finalmente mi nota”.

“Ero un cosiddetto ventottista – dice Piccioni, alludendo all’articolo 28 della legge cinema, norma che, tra gli anni Ottanta e Novanta, permise la produzione di molti film con forte intervento statale – e avevo un impermeabile usato, portavo degli improbabili capelli lunghi, avevo un’aria acciaccata”. “È sempre stato acciaccato” puntualizza prontamente Buy, con sublime tempistica comica.

(Servizio di Giacomo d’Alelio)

“Pensavo a lei – prosegue il regista – per il ruolo da protagonista in Chiedi la luna. Lei era molto preoccupata, si sentiva fuori parte, non credeva di essere abbastanza ribelle e scandalosa. Poi abbiamo fatto altri film, con il tempo si è abituata a tollerarmi, siamo diventati amici, finché mi ha scelto come padrino di sua figlia. Che ha chiamato Caterina come la protagonista di Fuori dal mondo”.

Un film che, nel 1999, rappresentò una boccata d’ossigeno per il cinema italiano, in cui Margherita Buy interpreta una suora. “Dopo tante prove abbiamo trovato l’equilibrio tra un pizzico di femminilità e la severità dell’abito. Margherita è anche andata in convento per prepararsi meglio”.

“Con lui non c’è mai scontro – rivela l’attrice – perché è una persona apparentemente mite ma che sul set finisce per odiare sul set. Diventa un demonio: sa cosa vuole, è molto esigente, ti mette di fronte a nuovi ostacoli, ti stimola in modo originale”.

E Piccioni: “Sono stato molto fortunato a lavorare con lei. È sempre integra, è una musa che non potrò mai rovinare. Abbiamo un rapporto speciale, una strana amicizia mai sciupata. Lei sa leggere le cose, ha una visione precisa, sente il set, sa organizzare il suo agire, fa osservazioni che magari portano il film altrove e quindi non sono giuste ma riescono a metterti in crisi. Margherita è in grado di mettere in soggezione le persone, quindi ho capito che fare finta di essere rude è il modo per metterla a suo agio”.

Legame stretto e profondo, quello tra Buy e Piccioni, diverso rispetto ad altre relazioni professionali dell’attrice: “Ho uno strano rapporto con Nanni Moretti (quattro film dal 2006 a oggi, più Il sol dell’avvenir attualmente in fase di riprese, ndr). Non ci frequentiamo nella vita, ma c’è un’affinità molto forte. Lui è una persona complessa ed è il primo a farci ironia. Io ho trovato un mio sistema per sopportarlo, so cosa vuole e so cosa non vuole. Poi mi offre sempre personaggi bellissimi”. “In Mia madre – le fa eco Piccioni – hai fatto delle cose incredibili ed era come se passassi lì per caso”..

(Servizio di Giacomo d’Alelio)

“Giuseppe – ragiona Buy – ama molto le donne. Noi attrici difficilmente ci sentiamo capite dagli uomini. Lavoro molto bene con le registe perché il dialogo è più semplice. Lui sa entrare nel nostro mondo, si identifica con noi: la bellezza di lavorare con lui sta nella possibilità di interpretare ruoli al di là degli stereotipi”.

“Sento il corpo a corpo con gli attori – spiega Piccioni – e capisco che si sentono incoraggiati quando si trovano di fronte a sceneggiature come le mie, scorrevoli ma non molto dettagliate, che hanno un inizio, un centro e una fine. Io non dirigo, quando hai a che fare con attrici con Margherita non ha senso dirigere: mi piace fare il vigile”.

Chiedi la luna (1990), Condannato a nozze (1992), Cuori al verde (1996), Fuori dal mondo (1999), Ritratto confidenziale (1999), Il rosso e il blu (2012), Questi giorni (2016): e ora? “Io sono un po’ una rompiscatole – dice lei, tra serio e faceto – e lui un po’ invecchiato. Dobbiamo reinventarci in qualcosa di divertente, che ci rimetta in gioco. Vorrei che mi proponesse una cosa diversa”.

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