Lucarelli ecologista

Il giallista allo spazio Mini del Noir in Festival. Lotta alle eco-mafie e tutto esaurito, con la Cabello e Verde Nero
7 Dicembre 2007
Lucarelli ecologista
Il giallista impegnatoCarlo Lucarelli

La strana coppia Carlo Lucarelli e Victoria Cabello tiene banco a Courmayeur. Incalzato dalle domande della popolare conduttrice di Mtv, il giallista di ‘Blu Notte’ fa registrare il tutto esaurito agli incontri del Noir in Festival. “Non aprite quelle porte” l’emblematico titolo dedicato ai botta e risposta su paura, cinema e letteratura, con cui lo spazio Mini Noir si apre a un target più adulto. Sala gremita e pubblico in piedi salutano lo show di Lucarelli su stili di scrittura, morbosità della nera e misteri italiani. Fra gli argomenti toccati, il romanzo Tenco a tempo di tango, da lui firmato per la Fandango Libri: “E’ un libro diverso dai soliti – racconta -. L’adattamento di uno spettacolo teatrale, nato dall’idea di raccontare la sua tragica morte, musicandola a tempo di tango. Grazie anche ai recenti elementi, mi convinco però sempre più che si tratti di un suicidio. Nel suo caso, il vero mistero è quello dell’animo umano: delle ragioni che lo hanno spinto al suicidio”.
La presenza a Courmayeur di Carlo Lucarelli è uno strappo alla sua fittissima agenda di impegni: “Radio, cinema, televisione. In fondo il mio lavoro è soltanto scrivere. Poi accade che le mie storie diventino anche altro, ma sono solo ‘deviazioni’. Ci sono poi lunghi periodi in cui non faccio niente e altri in cui esce tutto insieme, dando l’impressione che faccia mille cose allo stesso tempo. In realtà sono appena la metà”. Fra i tanti impegni, a parte l’appuntamento Dee Giallo, con cui ricostruisce i grandi misteri della musica su Radio Dee Jay, la collana Verde Nero, partita lo scorso anno insieme a colleghi e amici come Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo, Massimo Carlotto e Simona Vinci: “L’idea di fondo è che il noir si presi a raccontare i grandi misteri della nostra società. Fra questi il problema dell’eco-mafia, che ciascuno di noi si è proposto di affrontare a suo modo. Lo scopo è divertire e appassionare, per denunciare e informare più di quanto spesso non riesca a fare la stampa”.

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