L’Anima bella di Albertini

Il regista di Manuel torna con la sua opera seconda: protagonista una diciottenne con un padre dipendente dal gioco. In concorso ad Alice nella Città
19 Ottobre 2021
Festival, In evidenza
L’Anima bella di Albertini
Madalina Maria Jekal in Anima bella

Unico film italiano in concorso ad Alice nella città, l’opera seconda di finzione (dopo Manuel) di Dario Albertini è una delicata storia d’adolescenza. Protagonista è un’Anima Bella (questo il titolo) interpretata dalla brava Madalina Maria Jekal. Si chiama Gioia, ha appena compiuto diciotto anni e vive in un piccolo borgo rurale del centro Italia. Benvoluta da tutti, ma con una grande preoccupazione sulle sue giovani spalle: la dipendenza di suo padre (Luciano Miele) dal gioco.

“Mi sono ispirato a un mio documentario. Si intitolava Slot-Le intermittenti luci di Franco e raccontavo la storia di quest’uomo, che partiva dalla Sardegna e raggiungeva Civitavecchia, alla ricerca di sua moglie scappata con la figlia perché entrambe esauste dalla sua dipendenza dal gioco. Riprendevo le giornate tipo di un uomo che dormiva in macchina e che, per vivere, vendeva formaggi. Ho fatto tanti incontri con giocatori anonimi e ho visitato diverse strutture di recupero. Poi mi sono allontanato dal giocatore tipo perché volevo mostrare un padre perfetto con l’unico neo di avere questo vizio. Man mano mi sono reso conto che la storia del dipendente era interessante, ma era ancora più interessante quella di chi subisce un dipendente”, racconta il regista.

A subirlo è appunto la giovanissima Gioia. Tantissimi i casting fatti per trovarla: “Ho fatto otto mesi di provini. Dai sedici ai diciotto anni abbiamo provinato davvero tutte le attrici possibili. Io volevo una ragazza naturale, per cui ho fatto tantissimi street casting. Da Fregene a Grosseto, ho provinato lungo tutta la costa, ma mi arrivavano sempre ragazze che erano delle aspiranti Miss Italia. Poi un giorno, a Montalto di Castro, in un ristorante è venuta Madalina a servirmi al tavolo. Mi sono innamorato dei suoi occhioni e ho capito che era lei quella giusta”.

Alla sua prima esperienza, Madalina Maria Jekal interpreta una ragazza molto responsabilizzata rispetto alla sua età. “Sono partita dalla sua semplicità- dice-. È un personaggio molto forte e maturo per la sua età e in questo mi ci rispecchio molto. Mi sento proprio come Gioia. Non è mai stata una mia passione recitare, ma adesso mi piacerebbe continuare”. Ad aiutarla sul set e a darle consigli per la recitazione anche la straordinaria Piera Degli Esposti, qui nella sua ultima interpretazione (l’attrice è scomparsa lo scorso agosto). “Il ruolo che avevo scritto inizialmente lo avevo pensato per Renato Scarpa, che aveva recitato anche in Manuel. Non poteva e mi consigliò di chiederlo a Piera. Mi vergognavo di farle fare solo una scena. Ma lei ha subito accettato. Siamo stati due giorni a lavorare su quel testo. Aveva una cura pazzesca per gli aggettivi, per i termini e per i passaggi del dialogo. Sono felice di averla avuta nel mio film, ma sono triste perché lei non ha potuto vederlo. Non voleva il link. Aspettava di vederlo insieme in sala. Purtroppo non ci siamo riusciti. Il film è dedicato a lei”, dice il regista.

E Madalina Maria Jekal conclude: “Piera provava e riprovava. La ricordo per la sua grande dolcezza. Mi dava sempre consigli. Mi ha detto che ho una faccia particolare. L’ultima volta aveva detto la stessa cosa ad Alba Rohrwacher quando era all’inizio della sua carriera. Le ha portato davvero fortuna. Spero che la porterà anche a me”.

Anima Bella uscirà nelle sale il prossimo anno con Cineteca di Bologna.

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