La première étoile dell’integrazione

"Le seconde generazioni faticano anche in Francia", dice Firmine Richard. Sulla neve, per Lucien Jean-Baptiste
10 Marzo 2010
La première étoile dell’integrazione

Il processo d’integrazione può passare anche per una pista da sci innevata e bianchissima, proprio come i suoi avventori: mediamente bianchi, alto borghesi e non proprio abituati a vedere immigrati di colore rotolare goffamente in quel candore d’immacolata ricchezza. Questa l’idea alla base della commedia francese La première étoile di Lucien Jean-Baptiste, in uscita il 26 marzo con 40 copie per Nomad, casa di distribuzione che proprio con questo film esordisce sul mercato italiano, aprendo la pista per un listino ricco di autori francesi meno noti al grande pubblico.
La storia su cui hanno puntato è ambientata  nella Francia degli anni ’80, dove un padre debosciato di origine antillana cerca di recuperare un rapporto con i suoi figli e di non farli sentire inferiori ai loro compagni di scuola promettendo di portarli tutti in settimana bianca, nonostante non abbia abbastanza soldi per farlo. Una trama che ha uno spunto autobiografico, come rivela l’attrice Firmine Richard, già vista dieci anni fa nell’amaro Tolgo il disturbo di Dino Risi e giunta a Roma oggi per presentare la commedia in cui interpreta il ruolo dell’arzilla nonnina.
“Jean-Baptiste si è ispirato molto al ricordo di sua madre, arrivata con sei figli dalle Antille e decisa a farli integrare a tutti costi, a non far mancare loro nulla di quello che avevano i bambini francesi”, spiega Richard, che nel film non vede solo una rievocazione del passato ma un’opera “ricca di messaggi, diretti ai giovani, ai neri, ma anche a tutti i padri irresponsabili”.
Un affresco familiare rivolto a chiunque, ma anche in grado di dire qualcosa riguardo ai problemi dell’integrazione. “Sono arrivata in Francia nel ’65 dalla Guadalupa”, sottolinea a proposito l’attrice, “epoca in cui ci fu una grande ondata migratoria favorita dallo stesso De Gaulle per risolvere sia il problema della disoccupazione nei domini oltremare che la mancanza di manodopera in Francia”. Una situazione tutto sommato distesa, molto diversa da quella delle seconde generazioni che, afferma sicura Richard, “sono nate in Francia e avrebbero l’età giusta per ottenere un posto di rilievo, ma si trovano sempre ostacolate dalla propria origine. Qualcosa nel sistema non ha funzionato”.
“Gli stessi film neri – aggiungono l’attrice e i distributori – faticano sempre a essere prodotti e distribuiti al cinema”. Ma Richard non è tipo da abbattersi: “Gli ostacoli nascono per essere superati, basta avere la volontà di farlo”. E in effetti La première étoile ha raggiunto tanto successo in Francia, che il regista  Lucien Jean-Baptiste sta già scrivendo un seguito, i cui i diritti sono statati acquistati addirittura dagli americani.

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