La mia droga si chiama Limitless

"Me la prenderei", confessa Bradley Cooper. Dall'8 aprile in sala, con Bob De Niro e uno "stupefacente" thriller sci-fi
5 Aprile 2011
La mia droga si chiama Limitless

“Me la prenderei”. Così l’attore americano Bradley Cooper, e dietro quel “la” si cela la smart-drug che trasforma il suo modestissimo scrittore Eddie Morra in un genio, capace di impiegare al 100% il potenziale della mente: per testarne gli effetti l’appuntamento è il 15 aprile al cinema, dove in 250 copie con Eagle Pictures arriverà Limitless, thriller sci-fi diretto da Neil Burger e tratto dal romanzo The Dark Fields di Alan Glynn. Protagonista, appunto, Bradley Cooper, uno dei volti più interessanti della Hollywood degli ultimi anni, che del resto allo sballo è abituato, almeno con Una notte da leoni e il sequel di prossima uscita: “Non mi ricordo che è successo – ironizza sul dittico di Todd Phillips – ma dalle foto che ho visto deve essere stato fantastico”.
Viceversa, in Limitless recita accanto a un suo idolo di gioventù, “quando vivevo di rifiuti, con migliaia di provini all’anno senza successo”: Robert De Niro, che interpreta un magnate dell’alta finanza cui Cooper presterà le proprie stupefacenti facoltà: “Parlavamo molto sul set, ma mai di lavoro. Era ossessionato dal trovare la miglior mozzarella (tormentone già per Manuale d’amore 3, NdR) di Philadelphia, e visto che è la mia città natale ho dovuto fargli da assaggiatore”.
Sul versante finzione, invece, “è lui il diavolo, ma alla fine riuscirò a batterlo in furbizia e intelligenza”, osserva Cooper, precisando: “Se si prendono scorciatoie c’è sempre un prezzo da pagare, ed è un rischio che io non prendo”.
Con due nonni italiani – il nonno napoletano, la nonna abruzzese –  Cooper rivolge un pensiero a L’Aquila nel secondo anniversario del terremoto: “Oggi abbiamo accesso a tutto quel che succede al mondo, e si prova molta empatia”, per poi confessare che il suo amore per i serial (Alias) non è finito: “Mi piace Mad Men, ma la migliore di sempre è Lost”.
Ma l’ultimo pensiero è per la politica: “Nel finale, il mio Eddie corre per il Senato a New York: dalla cravatta lo diremmo repubblicano, ma credo starebbe meglio quale indipendente, quale io sono realmente. E che vogliamo dire del suo slogan “Want Some Morra”: agghiacciante”.
 

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