I baci mai dati di Donatella

"Abbiamo bisogno di cambiamento e speranza", dice la Finocchiaro del suo ultimo film con la Torre (da venerdì in sala). E annuncia: "Ora provo la fiction"
27 Aprile 2011
I baci mai dati di Donatella

Donatella Finocchiaro è stanca del cinema. L’attrice siciliana – nelle sale venerdì 29 aprile con I baci mai dati di Roberta Torre (film che ha già vinto il Premio Brian al Festival di Venezia e che è stato apprezzato anche al Sundance, uscirà in 45 copie con Videa-CDE), ma la ritroveremo anche il 6 maggio in Senza arte né parte di Giovanni Albanese – ha ammesso di volersi prendere una pausa dal grande schermo per fare “una fiction. L’unica cosa che mi spaventa è la lunghezza. Sto facendo due provini per fiction diverse, una Rai, l’altra Mediaset. Vedremo”. Intanto il 16 maggio inizierà a girare l’opera prima Non lo so ancora di Fabiana Sargentini, che definisce “storia dell’incontro fra due anime”. Poi vedremo, appunto. De I baci mai dati (nel cast anche Beppe Fiorello e Piera degli Esposti) – una favola che racconta i sogni di fuga di una bambina di 13 anni (l’esordiente Carla Marchese), oppressa da una famiglia – la Finocchiaro dice che è “un misto di eleganza francese e suk mediorientali”. E sul suo rapporto con la Torre, che l’aveva diretta anche in Angela, aggiunge: “Con Roberta c’è una grande sintonia, si vede nelle cose che facciamo. C’è stima, amicizia, profondità, un rapporto che cresce nel quale siamo riuscite però a mantenere anche una distanza professionale per poter lavorare insieme”. Ne I baci mai dati la Finocchiaro interpreta Rita la madre della protagonista: “E’ una donna che scorda i valori familiari e gli affetti alla ricerca di popolarità. E’ una madre che vuole riscattarsi anche attraverso il miracolo”. Il miracolo presunto è l’apparizione della madonna alla bambina: “Ho capito – commenta la Torre – – di aver voluto la raccontare la bellezza e la potenza dei rapporti quando in America mi hanno chiesto come mai l’Italia, in cui regna tanta bellezza, sta vivendo questo momento di degrado”. Rincara la dose la Finocchiaro e conclude: “Abbiamo un estremo bisogno di cambiamento e di speranza”.

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