Gli amanti di Almodovar

"Amore e sesso per uscire dalla crisi? Perché no", dice il regista spagnolo. Che prende commedia e passeggeri e torna agli anni '80
14 Marzo 2013
Gli amanti di Almodovar

La gente che lo ferma per le strade di Madrid: “Pedro, quando farai una commedia?”. Eccoli, ed eccoci serviti: Gli amanti passeggeri, il ritorno di Pedro Almodovar alla commedia, dal 21 marzo nelle nostre sale con 300 copie targate Warner Bros. “Desideravo tornare ai toni dei film anni ’80 da cui mi ero allontanato: ero in grado? Credo di sì, è un tributo a quel decennio, dove esplose la democrazia”.
Nel cast, volti noti del suo cinema, quali Penelope Cruz, Antonio Banderas (“Sono gli anfitrioni, danno il benvenuto al pubblico in questo mio ritorno alle origini”) e Paz Vega in cammeo, ed esordienti assoluti, quali Carlos Areces, Raul Arevalo, Hugo Silva, Gli amanti passeggeri inquadra un gruppo di personaggi che vive una situazione ad alto rischio su un aereo diretto a Città del Messico: la loro vita è in pericolo, piloti ed equipaggio ce la faranno?
“Divertimento e lotta contro la paura: ho cercato lo spettacolo per esorcizzare la paura. Oggi la tv accoglie confessioni che non faremmo nel privato, viceversa, qui gli schermi sono neri e la parola torna a ristabilire relazioni”, dice Almodovar, sottolineando come sia “passato sufficiente tempo dall’11 settembre e ora si può parlare con ironia di aerei”.
E la sua Spagna? “Stiamo vivendo la situazione più grave dall’inizio della democrazia: non sono nostalgico, ma mi e ci manca la libertà esplosiva degli anni ’80. Come in quegli anni, anche qui celebro amore e sesso, qualcosa che ci è stato dato dalla natura e nessuno ci può togliere. La catarsi erotica dei miei personaggi è il modo migliore per accomiatarsi dalla vita”. Ma, gli viene chiesto, sesso e amore possono risolvere la crisi? “L’amore non fa mai male, il nostro governo si dovrebbe innamorare del popolo spagnolo”. D’altronde, come rilevato dalla stampa spagnola, il film è una metafora della situazione attuale del Paese, e Almodovar non lo nega: “Viaggio senza destinazione, atterraggio forzato, ma qui tutti si salvano: in realtà, non conosciamo la pista, il comandante e le condizioni per l’atterraggio”.
Ma ci sono analogie tra Spagna e Italia? “I tagli sono leggi opposte al volere del popolo, da noi come da voi. Sui giornali spagnoli non si faceva altro che parlare di ingovernabilità quale esito delle vostre elezioni e, votassimo ora, anche da noi ci sarebbe frammentazione. Ma noi non abbiamo un Beppe Grillo”. Non solo politica, tra Gli amanti passeggeri si insinua l’odore della morte: “Dopo la scomparsa di mia madre nel ’99, ci penso ogni giorno, non riesco ad accettarla, è un problema”.
Se “alcune improvvisazioni degli attori rimangono, altre no”, Almodovar precisa di “non essere un regista dittatore” e, infine, prende posizione sul nuovo Papa, Francesco: “Lasciamogli fare qualcosa prima di criticarlo, ma anche lui come tutti tiene un passato. Purtroppo, credo sia un papa della continuità, mentre la grande sfida per la Chiesa sarebbe rispecchiare il mondo contemporaneo e la vita oggi: ebbene, prima di Francesco non l’ha fatto. Ho l’audacia di dare due consigli al Papa: elevare la donna alla stessa categoria dell’uomo, con l’accesso a due miracoli: perdono e consacrazione; dare scacco matto al celibato, così da far scomparire gli abusi sessuali. Una completa normalizzazione, anche loro abbiano accesso al matrimonio: uomo-donna, uomo-uomo, donna-donna, tre è meglio di uno”. Da ultimo, una confessione: “La fede è un dono, mi piacerebbe, ma non l’ho mai avuto”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy