Fenomeno Red Riding

Tra cinema e tv, una mini-serie da non perdere: serial killer e polizia corrotta, dallo Yorkshire '70-'80 al Festival
21 Ottobre 2009
Fenomeno Red Riding

“Abbiamo cercato di mettere insieme la tradizione inglese con quella del noir americano anni ’70, espressa in thriller quali La conversazione e I tre giorni del condor, per dosare in parti eque l’importanza di regia e sceneggiatura e rendere il nostro lavoro unico”.
Evento speciale della quarta edizione del Festival del Film di Roma, di cui è uno se non il piatto forte, è la serie inglese The Red Riding Trilogy, tratta dai fortunati crime-novels di David Peace, prodotta dalla Revolution Films con Channel 4, sceneggiata da Tony Grisoni e diretta da tre differenti registi – Julian Jarrold (1974), James Marsh (1980) e Anand Tucker (1983) – con interpreti quali David Morrissey, Paddy Considine, Peter Mullan, Andrew Garfield, Sean Bean e Rebecca Hall.
Sullo sfondo lo Squartatore dello Yorkshire, che negli anni ’70 uccise 13 giovani donne, i tre film, anche stilisticamente differenti, sono ambientati in tre anni fondamentali nello sviluppo delle indagini, ma soprattutto nel disvelamento della corruzione in seno alla polizia inglese: “Con Piera Detassis – dice il direttore di Extra Mario Sesti – siamo rimasti molto colpiti da questo lavoro: c’è tanto cinema, e non somiglia a niente di già visto”.
A Roma con Julian Jarrold, regista di Red Riding: 1974, il primo capitolo della trilogia, e l’attore David Morrissey, presente in tutti e tre i film, la produttrice Anita Overland rivela la genesi del progetto: “Andrew Eaton, che gestisce la Revolution Films, conosceva lo scrittore David Peace, e insieme a Tony Grisoni hanno scritto quattro sceneggiature distinte che poi sono state condensate in questa trilogia. All’inizio dovevano quindi essere realizzati quattro film, poi non è stato possibile per una serie di tagli al bilancio. E’ stata ancora un’idea di Andrew quella di realizzare tre film separati con tre differenti registi, ognuno con il proprio stile e il proprio modo di intendere il lavoro”.
Fondamentale l’attenzione a dare la giusta omogeneità alla serie, di cui Ridley Scott ha recentemente acquisito i diritti per un remake cinematografico: “Effettivamente per il primo film avevamo delle istruzioni, ma abbiamo scelto di ignorarle… Curiosamente, c’è un’unità nella trilogia, anche se ogni regista l’ha scoperta secondo un percorso diverso”,  dice Jarrold, sottolineando come “il punto di partenza dei romanzi e dei tre film è una serie di reati, ma la corruzione è il Leitmotiv: Peace era come me interessato all’atmosfera, all’influenza del contesto su quegli eventi terribili”.
Originariamente in onda sull’emittente inglese Channel 4 e poi sbarcato anche in sala, mentre in Italia si sta cercando una distribuzione, Red Riding Trilogy ” è una storia che fa tornare indietro gli inglesi negli anni ’70:  “La corruzione esisteva, sicuramente la polizia aveva commessi molti reati. Parliamo della parte settentrionale del paese, dove la corruzione era legata allo sviluppo edilizio, mentre si usciva lentamente dalla crisi legata al crollo delle banche finanziarie. Serpeggiava allora una grande incertezza per il futuro, anche a causa dei continui scioperi, i governi che cadevano e la sfiducia nelle istituzioni: sembra che oggi l’Inghilterra stia vivendo un periodo simile, e riaffiorano quelle paure”.

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