“Cloro” italiano sulla Berlinale

Dopo essere stato al Sundance, l'esordio nel lungometraggio di Lamberto Sanfelice approda anche al festival tedesco. Il regista: "Non male..."
“Cloro” italiano sulla Berlinale

La Majella di inverno: un deserto bianco, simbolo di pace e isolamento. Il luogo ideale per un percorso di formazione interiore. Jenny e la montagna abruzzese. Lei vuole diventare una campionessa di nuoto sincronizzato, e quando per un caso della vita si ritroverà quasi in esilio su quelle vette innevate, capirà fino in fondo quanto sia profondo il suo desiderio di farcela e come sia radicata la sua determinazione. E allora, ecco spuntare una piscina, nell’hotel accanto alla baita dove lei vive: lì, la 17enne si rifugerà per allenarsi e realizzare il suo sogno.
Il profumo del Cloro si respira nelle sale della 65esima edizione del Festival del Cinema di Berlino, dove il film del regista romano Lamberto Sanfelice è stato presentato nella sezione Generation 14plus, che vede tra i protagonisti anche il fiorentino Duccio Chiarini con il suo Short Skin.
Reduce dall’esperienza al Sundance festival, dove il suo Cloro è stato selezionato nella sezione World cinema dramatic, Sanfelice arriva a Berlino carico di entusiasmo per il successo del film, che uscirà nelle sale in Italia a marzo. “Essere in un festival prestigioso come la Berlinale mi suscita sorpresa e soddisfazione – dice il giovane regista, all’esordio con un lungometraggio – Ho finito il montaggio i primi di gennaio, e nel giro di un mese mi sono ritrovato sballottato tra Sundance e Berlino. Non male…”.
Come nasce l’idea di questo film?
“Io sono romano, ma mio nonno è di Avezzano, una cittadina abruzzese in provincia dell’Aquila, circondata dalle montagne. Era tanto che desideravo visitare quei luoghi: è un legame che sento forte. Così, ho preso la mia auto e ho fatto un lungo tour in Abruzzo, dove ho ritrovato i posti di cui mio nonno mi raccontava. In dieci giorni, l’ho girato quasi tutto in lungo e in largo: sono stato a Sulmona, Avezzano, sulla Majella e così via. Ho vissuto intensamente il rapporto con il territorio e lì ho capito che quella sarebbe stata la location ideale per il mio lavoro: non avevo in mente una storia di montagna, ma volevo inserire la mia storia in quel contesto. Tornato a Roma, ho proposto alla cosceneggiatrice del film, Elisa Amoruso, di scrivere insieme il copione. Ci abbiamo lavorato per oltre due mesi, l’abbiamo rivisto, asciugato. Poi abbiamo iniziato le riprese, che si sono svolte tra la Majella e Sulmona. E voilà, eccoci qua…”.
Per il ruolo di protagonista ha voluto la giovane attrice Sara Serraiocco, è stata una scelta difficile?
“In realtà la mia idea iniziale era quella di cercare l’attrice protagonista nel mondo del nuoto sincronizzato, ma poi mi sono reso conto che ci voleva qualcosa di diverso. Un’amica mi ha fatto conoscere Sara, che mi conquistato subito con la sua voglia di mettersi in gioco e di iniziare un percorso importante. Mi è piaciuta come attrice e come persona. Il suo contributo è stato fondamentale nella crescita del personaggio: Sara ha portato un’altra dimensione alla mia Jenny, l’ha presa per mano dalla sceneggiatura e l’ha trasformata in una ragazza viva, piena di emozioni. Lei stessa mi ha dato degli input al livello creativo nella costruzione delle scene, cosa che hanno fatto anche gli altri attori”.
Qual è stato il suo rapporto con gli attori in questo suo primo lungometraggio?
“Eccezionale. Tutti gli attori hanno messo il cuore oltre il copione e mi hanno aiutato tanto nella scrittura dei personaggi, a cui si sono avvicinati in libertà: questo è stato davvero molto bello e mi ha permesso di godere al massimo della regia e nel contempo del rapporto diretto con loro. Lo stesso piccolo Anatol Sassi (già visto in Isacco, nel 2013 ndr) nei suoi dieci anni, ha messo molto di suo nelle scene: ha vissuto la storia davvero da bimbo”.
Quanto sono durate le riprese?
“Abbiamo girato per cinque settimane. L’inizio e la fine del film si svolge ad Ostia, tutta la parte centrale invece, quattro settimane, è ambientata in Abruzzo. Voglio ringraziare la gente del posto che è stata davvero super ospitale e ci ha dato una grossa mano”.
Progetti per il futuro?
“Ho già qualche idea, ma niente di definito: devo ancora decidere. Per ora mi godo il successo di Cloro, poi si vedrà”.

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