Cannes a Roma, voilà!

Senza il Comune, ma la rassegna torna dal 14 al 20 giugno: dalla Palma d'Oro di Kechiche ad Ari Folman, "sponsor principale il pubblico"
6 Giugno 2013
Cannes a Roma, voilà!

“Il nostro sponsor principale? Il pubblico”. Così Georgette Ranucci presenta la tanto attesa rassegna Cannes a Roma, in programma dal 14 al 20 giugno al Cinema Alcazar, Eden, Greenwich e Quattro Fontane. 18esima edizione, quella della maturità, ma rimasta a rischio fino all’ultimo: “In maniera sciocca assessore e Comune di Roma hanno tolto i fondi – lamenta la Ranucci – sebbene sia una manifestazione non solo di prestigio, ma che va incontro al pubblico, al cinema e alla cultura”.
Per farla sopravvivere, “a nostro rischio e pericolo” si sono uniti gli esercenti indipendenti romani Ranucci (Alcazar), Marco Valsania (Eden), Fabio Fefè (Greenwich), che hanno potuto contare su due contributi di 5mila euro ciascuno da parte de Il Fatto Quotidiano e Nottola Sera, nonché il patrocinio del Sindacato Critici e Sindacato Giornalisti. Nessun abbonamento previsto, il biglietto costerà 8 euro (acquistabile anche online), ridotto a 5 per under 30 e over 65 e con il coupon de Il Fatto: per maggiori info, e il programma della manifestazione non ancora stilato, www.nottolasera.it/filmdicannesaroma
Appunto, i film in cartellone, tutti in versione originale sottotitolata, partendo dal Concorso di Cannes 66: la Palma d’Oro La vie d’Adèle di Abdellatif Kechiche (due proiezioni domenica 16 giugno al Quattro Fonatne), il premio della Giuria e menzione speciale della Giuria ecumenica Like Father, Like Son del giapponese Kore-eda, Nebraska di Alexander Payne (miglior protagonista Bruce Dern, in programma il 14 giugno al Quattro Fontane, unica proiezione), Le passé di Asghar Farhadi (migliore protagonista femminile Berenice Bejo, premio della Giuria ecumenica), A Touch of Sin di Jia Zhang-ke (migliore sceneggiatura), Jeune & Jolie di Francois Ozon, Un chateau en Italie di Valeria Bruni Tedeschi, The Immigrant di James Gray.
Dal Certain Regard, viceversa, arriva il messicano La jaula de oro di Diego Quemada-Diez, dalla Semaine de la Critique Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Grand Prix e Prix Revelation) e The Lunchbox di Ritesh Batra, mentre la Quinzaine fa la parte del leone: il film d’apertura The Congress di Ari Folman, The Selfish Giant di Clio Barnard, La danza de la realidad di Alejandro Jodorowsky, Ilo Ilo di Anthony Chen (Camera d’Or), El verano de los peces voladores di Marcela Said, Les garcons et Guillaume, à table! di Guillaume Gallienne (Premio Art Cinema, Premio SACD), Les apaches di Thierry de Peretti, Magic Magic di Sebastian Silva e Henri di Yolande Moreau.
Infine, che succederà l’anno prossimo, gli esercenti andranno ancora in solitaria o il Comune ripristinerà il finanziamento? La Ranucci guarda al ballottaggio per il Sindaco di Roma di questa domenica, e commenta: “Se le cose restano quelle che sono, rifaremo da soli…”.

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