Cannes 2018, anticipazioni

Proviamo ad ipotizzare la 71ma edizione del Festival: il grande ritorno dell’Italia (con Sorrentino e Sollima) e delle dive. A cominciare da Cate Blanchett presidente di Giuria
Cannes 2018, anticipazioni

Ad oggi, 8 marzo, l’unica certezza della 71ma edizione del Festival di Cannes, in programma esattamente tra due mesi (8-19 maggio), è il nome del Presidente di Giuria: Cate Blanchett.

Cannes 71, Cate Blanchett presidente di giuria

Tra qualche giorno, supponiamo, verrà annunciato il film d’apertura, mentre tra un mese, o poco più avanti, avrà luogo la consueta conferenza dove sarà svelato per intero (o quasi) il programma del Festival diretto da Thierry Fremaux.

Provando ad anticipare gli annunci ufficiali, ci siamo divertiti a “scoprire” quali potrebbero essere i titoli che avranno il loro momento di gloria sulla Croisette.

Partiamo dai blockbuster che potrebbero inaugurare (Fuori Concorso) il Festival.

Sì, perché contrariamente a quanto avvenuto nel 2015 – quando Fuori Concorso ci furono Mad Max: Fury Road e Inside Out, ma l’apertura fu affidata al modesto A testa alta di Emmanuelle Bercot – questa volta immaginiamo che Fremaux opterà per una scelta molto più glamour e, come dire, servita su un piatto d’argento: Ocean’s 8 di Gary Ross.

Intanto perché mai come quest’anno il Festival di Cannes cavalcherà l’onda emotiva e politica del #MeToo, ma anche e soprattutto perché a guidare il cast composto da Dakota Fanning, Olivia Munn, Anne Hathaway, Sandra Bullock, Helena Bonham Carter, Sarah Paulson, Katie Holmes, Rihanna e via dicendo, troviamo proprio Cate Blanchett, già chiamata a presiedere la giuria del Concorso.

L’attrice, a dire il vero, è presente anche in altri due film attualmente in “post-produzione” che potrebbero essere ospitati dal Festival: l’opera seconda di Andy Serkis, Mowgli, rilettura kolossal del Libro della Giungla, e Where’d You Go, Bernadette di Richard Linklater.

Altro film, come Ocean’s 8, con release mondiale fissata intorno alla seconda metà di giugno, e che quasi sicuramente troveremo in cartellone e sempre fuori competizione, è Gli incredibili 2 di Brad Bird, attesissimo sequel di casa Disney/Pixar. Che tornerebbe così sulla Croisette tre anni dopo Inside Out.

Passiamo ora ai film di casa nostra, l’Italia.

Che finalmente dovrebbero ritrovare il concorso principale, dopo un digiuno di due edizioni (2016 e 2017): proprio come nel 2015, infatti, a gareggiare per la Palma troveremo Paolo Sorrentino (con Loro, film su Silvio Berlusconi interpretato da Toni Servillo) e Matteo Garrone con Dogman (con Adamo Dionisi ed Edoardo Pesce, ispirato al reale fatto di cronaca di fine anni ‘80 che vide coinvolto Pietro De Negri, detto “er canaro”).

Set del film Loro di Paolo Sorrentino. Foto di Gianni Fiorito

Nel 2015 in concorso c’era anche Mia madre di Nanni Moretti: stavolta il terzo regista italiano dovrebbe essere Stefano Sollima, con Sicario 2: Soldado (sequel del film di Villeneuve, già in gara a Cannes), coproduzione Italia/USA, interpretato da Josh Brolin e Benicio Del Toro.

Ma in selezione potrebbero trovare spazio anche Alice Rohrwacher (con Lazzaro felice) o Valeria Bruni Tedeschi (con Les estivants). Entrambe già in concorso a Cannes, la prima nel 2014 con Le meraviglie, la seconda nel 2013 con Un château en Italie.

Il film di Valeria Bruni Tedeschi è interpretato dalla regista insieme a Valeria Golino, in post-produzione con la sua opera seconda, Euphoria, che potrebbe trovare spazio in Un Certain Regard, proprio come avvenne nel 2013 con Miele. Nel cast Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, anche lui in post-produzione con il suo primo film da regista, Ride, che sulla Croisette presumibilmente potrebbe approdare o alla Semaine de la Critique o alla Quinzaine des Réalisateurs.

Altro italiano in odore di Quinzaine è Valerio Mieli, che a distanza di otto anni dall’opera prima Dieci inverni, ha concluso la lavorazione di Ricordi?, coproduzione italo-francese, con Luca Marinelli protagonista.

Tra gli altri film azzurri pronti per Cannes ci sono anche Il primo re di Matteo Rovere (rilettura del mito fondativo di Roma attraverso la lotta fratricida tra Romolo e Remo, con Alessandro Borghi), Menocchio di Alberto Fasulo (opera seconda) e le due opere prime di Alessio Cremonini e Alessandro Capitani: Sulla mia pelle (incentrato sul caso Cucchi, con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca) e In viaggio con Adele (con Sara Serraiocco che interpreta una giovane affetta dalla Sindrome di Asperger).

Il primo re

In postproduzione, infine, anche Suspiria, il remake del classico di Dario Argento diretto da Luca Guadagnino e interpretato da Tilda Swinton e Dakota Johnson: aspetterà Venezia?

IL RESTO DEL MONDO

La lista dei film provenienti da ogni parte del mondo che potrebbero finire a Cannes è francamente lunghissima.

Si va da The Beach Bum di Harmony Korine (con Matthew McConaughey e Snoop Dog) a Backseat di Adam McKay (film su Dick Cheney, “il più potente vicepresidente della storia”, con Sam Rockwell, Amy Adams, Christian Bale e Steve Carell), passando per Outlaw King di David Mackenzie a Serenity di Steven Knight e Widows di Steve McQueen: il problema, in molti casi, è che sono tutti titoli che usciranno sugli schermi in autunno/inverno, con il Festival di Venezia avvantaggiato in questo senso – come ormai avviene da anni, e il recente trionfo agli Oscar de La forma dell’acqua di Guillermo del Toro lo dimostra – in termini di posizionamento.

È quindi difficilissimo ipotizzare che il nuovo film di James GrayAd Astra – attualmente con uscita fissata ad inizio 2019, possa approdare a Cannes. Interpretato da Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland e Ruth Negga, il thriller sci-fi potrebbe invece sin da ora candidarsi come apertura della 75° Mostra di Venezia.

Tornando a Cannes 71, è molto probabile che troveremo in gara il già Palma d’Oro Jacques Audiard con il nuovo The Sisters Brothers, western ambientato nell’Oregon del 1850, interpretato da Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix.

Come, quasi sicuramente, ritroveremo Xavier Dolan e il suo The Death and Life of John F. Donovan, interpretato, tra gli altri, da Natalie Portman e Susan Sarandon.

Ci sarà (?) anche Yorgos Lanthimos, che dopo The Killing of a Sacred Deer sta ultimando la postproduzione di The Favourite, con Emma Stone e Rachel Weisz a interpretare una vicenda ambientata nel 18° secolo, nell’Inghilterra della regina Anna Stuart (Olivia Colman).

Ci porta ancora più indietro nel tempo, nel XVI secolo, Mary Queen of Scots di Josie Rourke, con Saoirse Ronan a vestire i panni di Maria Stuarda, già portata sullo schermo da John Ford nel 1936 con Katharine Hepburn. Nel cast anche Margot Robbie, interpreta la cugina Elisabetta I d’Inghilterra.

Dalla Danimarca potrebbero tornare Thomas Vinterberg con Kursk e, soprattutto (ammesso venga riammesso dopo l’allontanamento del 2011) Lars von Trier, con The House That Jack Built, film che in patria però dovrebbe uscire a novembre.

Altro grande nome che aleggia con il suo nuovo film è Terrence Malick: girato in Alto Adige, Radegund racconta la vera storia dell’austriaco Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza che rifiutò di combattere per i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale e che venne giustiziato nel 1943.

Vincitore della Camera d’Or nel 2012 con il sorprendente Re della terra selvaggia, potrebbe finire in concorso anche Benh Zeitlin con Wendy, film ispirato al personaggio presente in Peter Pan e incentrato su una giovane ragazza che dopo aver fatto amicizia con un coetaneo scopre un polline mistico che permette loro di rompere il rapporto tra invecchiamento e tempo.

Anche il nuovo film di Lenny Abrahamson – già regista di Frank e Room – dovrebbe essere pronto per l’inizio di Cannes: The Little Stranger, con Domhnall Gleeson e Charlotte Rampling.

Stesso dicasi per If Beale Street Could Talk, nuovo lavoro di Barry Jenkins (regista di Moonlight, Oscar per il miglior film nel 2017) e per Gloria di Sebastián Lelio (remake americano prodotto da Pablo Larraín, con protagonista Julianne Moore, film diretto dallo stesso regista cileno che qualche giorno fa con Una donna fantastica ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero).

Nel cast del film figura anche John Turturro, che proprio a Cannes potrebbe presentare il suo nuovo film da regista, Going Places, spin-off del celebre Il grande Lebowski incentrato sul personaggio dello stesso Turturro, Jesos Quintana.

Altra forte suggestione potrebbe essere data da Dragged Across Concrete di S. Craig Zahler, che ritrova Vince Vaughn dopo il recente, estremo, Brawl in Cell Block 99, e lo affianca stavolta a Mel Gibson.

James Franco è in post-produzione con ben tre film: Zeroville, The Long Home e Future World (questo codiretto con Bruce Thierry Cheung).

Mentre l’attore Joel Edgerton dovrebbe aver ultimato la lavorazione della sua opera prima, Boy Erased, così come William H. Macy, che ha diretto Krystal, e Ralph Fiennes, autore di The White Crow. Stesso dicasi per Christoph Waltz, passato dietro la macchina da presa con Georgetown.

Tra i film dati per “chiusi” (sembra un miracolo…) ci sarebbe anche l’ormai mitologico The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam (che proprio a maggio dovrebbe uscire nelle sale francesi…).

 

Ma non è l’unico grande nome rimasto in circolazione con il film pronto: troviamo infatti anche Robert Zemeckis con The Women of Marwen, interpretato da Steve Carell e Diane Kruger, Brian De Palma con Domino, poi Neil Jordan con The Widow, interpretato da Chloe Grace Moretz e Isabelle Huppert, Andrew Niccol con Anon e Mike Leigh con Peterloo, film incentrato sullo scontro tra la cavalleria e la popolazione in rivolta che si verificò a Manchester il 16 agosto 1819, a St. Peter’s Field.

Black Klansman di Spike Lee e Norway di Paul Greengrass (incentrato sulla strage di Utoya del 2011 per mano del terrorista Anders Breivik) potrebbero invece essere pronti per Venezia. Stessa sorte potrebbe avere White Boy Rick di Yann Demange (con Matthew McConaughey), previsto nelle sale ad ottobre.

Poche informazioni circolano invece sul nuovo film di Alfonso Cuarón, intitolato Roma e incentrato su una famiglia del ceto medio di Città del Messico nei primi anni ’70.

Sempre dal Messico – ammesso sia pronto – potrebbe arrivare il nuovo film dell’habitué Carlos Reygadas, Where Life is Born.

Altri titoli che potremmo ritrovare in cartellone sono: At Eternity’s Gate di Julian Schnabel (con Willem Dafoe nei panni di Van Gogh), Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile di Joe Berlinger (con Zac Efron nei panni del serial killer Ted Bundy), LAbyrinth di Brad Furman (film incentrato sull’indagine per gli omicidi dei rapper Tupac e Notororius BIG, con Johnny Depp e Forest Whitaker), The Front Runner di Jason Reitman (con Hugh Jackman), Light of My Life di Casey Affleck e The Aftermath di James Kent (con Alexander Skarsgård, Keira Knightley e Jason Clarke), Beautiful Boy di Felix van Groeningen (con Steve Carell e Timothée Chalamet), Zoe di Drake Doremus (con Ewan McGregor e Lea Seydoux) e The Red Sea Diving Resort di Gideon Raff.

MA NON È FINITA QUI.

No, perché – si sa – il Festival di Cannes è prima di ogni cosa vetrina del cinema francese tutto. Dal ritorno di Jean-Luc Godard con Le livre d’image a quello di Leos Carax con Annette (interpretato da Adam Driver e Michelle Williams), passando per Claire Denis con High Life (interpretato da Juliette Binoche e Robert Pattison) e Les confins du monde di Guillaume Nicloux (con Gerard Depardieu), poi Non Fiction di Olivier Assayas (con Juliette Binoche, Olivia Ross e Guillaume Canet), Le dernier vide-grenier de Claire Darling di Julie Bertuccelli (con Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni).

One Nation, One King di Pierre Schoeller e L’Empereur de Paris di Jean-François Richet usciranno rispettivamente a fine settembre e a metà dicembre.

Più facile quindi trovare a Cannes Plaire di Christophe Honoré e la nuova animazione del maestro Michel Ochelot, Dilili in Paris.

Matthias Schoenaerts è protagonista sia in Close Enemies di David Oelhoffen che in Mustang di Laure de Clermont-Tonnerre (opera prima), mentre Isabelle Huppert è nel nuovo film di Eva Ionesco, Une jeunesse dorée.

Marion Cotillard è protagonista di Gueule d’ange per la regia di Vanessa Filho, mentre Stacey Martin e Tahar Rahim sono i protagonisti di Joueurs, opera prima di Marie Monge, con l’attrice anche nel cast di Amanda, diretto da Mikhaël Hers.

Yann Gonzalez dirige invece Un couteau dans le coeur, con Vanessa Paradis.

In lizza sicuramente anche il nuovo film di Mia Hansen-Løve, Maya, poi Le Cahier Noir di Valeria Sarmiento e – fuori concorso – la commedia diretta da Rachid Bouchareb con Omar Sy, Belleville Cop.

Dal Belgio potrebbero arrivare Joachim Lafosse con Continuer e I Feel Good di Benoît Delépine e Gustave Kervern, dall’Ungheria il già premiato László Nemes (Son of Saul) con l’opera seconda Sunset e Kornél Mundruczó con Guerilla.

Hanno il film pronto anche i polacchi Paweł Pawlikowski (con Zimna wojna) e Lech Majewski (con Valley of the Gods), mentre dalla Turchia – immancabile – il già Palma d’Oro Nuri Bilge Ceylan con Ahlat Agaci.

Anche il tedesco Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri) ha terminato Werk ohne Autor, film incentrato su un artista scappato dalla Germania Est alla Germania occidentale, tormentato dalla sua infanzia sotto i nazisti e il successivo regime della DDR.

Altro grande habitué del Festival di Cannes è l’iraniano Asghar Farhadi, stavolta autore di Everybody Knows, interpretato da Penelope Cruz e Javier Bardem.

Dall’Oriente non dovrebbe mancare il solito apporto della nipponica Naomi Kawase (con Vision, altro film interpretato da Juliette Binoche). Anche dalla Cina, Jia Zhangke si candida con Ash Is Purest e rimane suggestiva l’ipotesi del nuovo film di Zhang Yimou, lo spettacolare Shadow.

Come evento speciale non mancherà sicuramente Pope Francis: A Man of His Word di Wim Wenders, con Daniel Aldredson che potrebbe portare in anteprima mondiale Intrigo – Trilogia (Samaria/Death of an Author/Dear Agnes) dai romanzi di Håkan Nesser.

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