Asterix re di Francia

Alle olimpiadi con Depardieu/Obelix e il redivivo Delon per le sorti economiche del cinema d'oltralpe
28 Gennaio 2008
Asterix re di Francia

Budget da 78 milioni di euro, cast da urlo, gran dispendio di effetti speciali. E non è il solito blockbuster americano. Uscirà in Italia l’8 febbraio in 400 copie distribuite dalla Warner Asterix alle olimpiadi, tra i titoli francesi più attesi del 2008. Indebolito dal magro bottino dello scorso anno – nel 2007 la quota di mercato raggiunta dal prodotto nazionale si è fermata al 37 per cento – il cinema transalpino scommette sul personaggio del fumetto di Rene Goscinny (la parola) e Albert Uderzo (la matita) per far cassa: riuscirà il gallico a superare pure stavolta la prova del botteghino? Dopo il successo clamoroso dei primi due episodi – Asterix e Obelix contro Cesare e Missione Cleopatra, i produttori ne sembrano convinti e, senza badare a spese, per la terza avventura del guerriero baffuto puntano tutto sull’apporto delle più sofisticate tecniche digitali e nomi sbancatutto: oltre all’habituè Gérard Depardieu – di nuovo nei panni del pingue Obelix – troviamo Alain Delon, un Giulio Cesare d’inarrivabile narcisismo, Clovis Cornillac, che sostituisce Cristian Clavier nel ruolo del protagonista, e i vari Zinedine Zidane, Michael Schumacher e Jean Todt (questi ultimi impegnati in una fantomatica gara di bighe, con la loro griffata “rosso Ferrari”) ad arricchire una sfiziosa passerella di cammei, che annovera tra gli altri le iene Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu nelle vesti di due giudici di gara corrotti. Pare che Delon si sia finalmento ripreso dalla brutta depressione e abbia accettato di buon grado l’impiego in una commedia dove prende in giro se stesso e la propria carriera d’attore. “Era uno degli spunti più interessanti previsti dal copione e Alain è stato molto generoso nel calarsi nella parte di questo Cesare i cui tic da vanesio somigliano tanto ai suoi”, spiega Thomas Langmann, uno dei due registi insieme a Frederic Forestier. Alla presentazione romana del film Delon però non c’è, tocca dunque a Depardieu fare la guest star. La cosa gli riesce benissimo: “Obelix è un personaggio formidabile – confessa l’attore – perchè a differenza dei supereroi americani non ha nessuna intenzione di salvare la nazione ma solo di far felice il suo cane e il suo cuore. Somiglia sempre di più a quello che sto diventando negli anni”. Su Delon “il vecchio ” Gerard ha solo parole di approvazione: “Un uomo straordinario, la cui tempra mette in soggezione tutti. Fortunato ad inziare la carriera con un regista del calibro di Visconti (Rocco e i suoi fratelli e Il gattopardo, ndr). Ma nello stesso tempo maledetto perché quegli inizi gli hanno imposto un’immagine troppo rigida. Recitare in una commedia gli ha dato la possibilità di rifarsi dello stereotipo del bel tenebroso”. Obelix è il vero trascinatore delle olimpiadi, più di Asterix, ma se qualcuno chiede a Depardieu il suo rapporto con lo sport, la risposta può lasciare basiti: “Amo tutti gli sport, ma ne pratico uno solo: quello della forchetta”. Le iene Luca e Paolo ridono e si dichiarano onorati di aver lavorato con un attore formidabile come Gérard. E con Delon? “Qualche problema l’abbiamo avuto – confessa Luca – nel senso che noi occupavamo una gradinata dello stadio e lui quella opposta. Non siamo così certi fosse lui”. Nessun mistero infine sulle finalità commerciali dell’operazione. La parola ai registi: “volevamo un film che potesse competere sul mercato internazionale, rivolto a un target il più esteso possibile, capace d’imporre l’immaginario di Asterix al di fuori dei confini europei”. Ci saranno riusciti? Le premesse ci sono: non sarà il solito blockbuster americano, ma questo “Asterix atto terzo” molto gli somiglia.

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