Amazon Prime Video, le sfide italiane

Annunciati i nuovi contenuti originali della piattaforma streaming per il 2020. Carlo Verdone protagonista di una serie in dieci episodi, Andrea Di Stefano alla regia di un teen mafia
Amazon Prime Video, le sfide italiane
(Credits: Amazon Prime Video - Da sinistra: Dante Sollazzo, Francesco Lauber, Nicole Morganti, Fabrizio Ievolella, Carlo Cracco, James Farrell, Jennifer Salke, Carlo Verdone, Aurelio De Laurentiis, Luigi De Laurentiis, Georgia Brown, Andrea Di Stefano, Lorenzo Mieli)

“Vogliamo creare un’esperienza fantastica, proponendo ai nostri abbonati quello che vogliono quando vogliono”. Così Georgia Brown, Director of European Amazon Original Series, presenta i contenuti italiani esclusivi che la piattaforma streaming renderà disponibili nell’arco del 2020.

Novità di alto livello nel campo della serialità, con Carlo Verdone protagonista di Vita da Carlo, la prima comedy Amazon Original realizzata in Europa, prodotta dal colosso con Aurelio e Luigi De Laurentiis. Dieci episodi in cui spariranno i confini tra cinema, televisione, show e realtà, con Verdone che interpreterà una versione romanzata di se stesso.

Aurelio De Laurentiis, Jennifer Salke, Carlo Verdone, Luigi De Laurentiis (credits: Nicola Fiorentino – Amazon Prime Video)

“Racconterò senza freni il mio privato – dichiara – me ne capitano talmente tante! L’idea, di Nicola Guaglianone e Menotti, la svilupperemo anche col mio storico sceneggiatore, Pasquale Plastino, in totale libertà creativa. Tutte le cose che mi accadono le raccolgo in un taccuino: da questi appunti vorrei far uscire una specie di autoanalisi sul mio rapporto con gli altri. Momenti divertenti, intimi, intriganti per aprirmi a un pubblico che non sia solo locale. La sfida, infatti, è parlare a livello internazionale, attirare la simpatia di tutti”.

Se Verdone arriva su Amazon per “guardare al futuro e ai nuovi modi di fruizione”, è perché, come sostiene Luigi De Laurentiis, “per avvicinare il pubblico a questa nuova frontiera c’è bisogno di un’icona pop del suo livello”. “Amazon è completamente un altro mondo”, dichiara Aurelio De Laurentiis, “e noi siamo attratti da questa svolta epocale. L’autorevolezza di Carlo ci permetterà di coinvolgere una molteplicità di grandi attori in molti cammei. E poi Carlo ha un repertorio gigantesco che nella serie non si può ripercorrere”.

Prodotta da Amazon con The Apartment e Wildside, Bang Bang Baby è un teen mafia ambientato nella Milano degli anni Ottanta. “Ci sono voluti quattro anni per concretizzare il progetto”, rivela Georgia Brown, “perché non puntiamo alla quantità dell’offerta ma al respiro delle storie”.

Così il produttore Lorenzo Mieli presenta la serie: “È il racconto di Alice, una quindicenne, figlia di un boss della ‘ndrangheta e nipote della donna che portò la droga a Milano, che entra nella criminalità per avvicinarsi al padre. Il coming of age di una ragazzina che diventa donna in un ambiente governato dalle donne. Un progetto complesso, ambizioso, una crime story rovesciata, pop, divertente ma non grottesca”.

Creatore della serie, Andrea Di Stefano. “La protagonista è nata nel mio stesso anno, ha un bagaglio culturale proveniente dall’immaginario americano, vive giornate strutturate come le mie da adolescente. Mi piaceva cercare qualcosa di personale in lei. Vogliamo raccontare la Milano degli anni Ottanta riassorbita dalla sua prospettiva e restituita attraverso il suo punto di vista. Una Milano quasi onirica, nel pieno del benessere, in contrasto con le abitudini calabresi che la famiglia continua a preservare in casa”.

“Andrea è stato fondamentale per unire i vari stili e toni della serie – spiega Mieli – e ha fatto un lavoro sul casting ossessivo”. “La protagonista, Arianna Becheroni, ha sostenuto un provino travolgente – svela Di Stefano – e in più abbiamo trovato un’esordiente, Giorgia Rena, che nessuno voleva ma sembra Giulietta Masina. Abbiamo un grande gruppo creativo, dalla scenografa Mara Green al costumista Luca Canfora. Alla regia ci saranno anche altri registi, tra cui Michele Alhaique”.

Annunciato anche Ferro, documentario sul cantante Tiziano, disponibile da fine giugno. “Dirà cose mai dette prima, senza filtri” annuncia Francesco Lauber di Banijay Italia. “Non è un progetto studiato a tavolino ma risponde a un’urgenza di Tiziano: comunicare qualcosa della sua vita con coraggio e sincerità e senza autocelebrazioni. Verrà alla luce la differenza tra l’artista e l’uomo a cavallo tra due continenti”.

James Farrell, Andrea Di Stefano, Lorenzo Mieli, Jennifer Salke, Georgia Brown (credits: Nicola Fiorentino – Amazon Prime Video)

Altre due produzioni locali destinate al mercato internazionale. Il 13 marzo arriverà Celebrity Hunted – Caccia all’uomo, reality sul ragionamento e non sul conflitto. “Cambierà il modo di raccontare e produrre storie” annuncia Dante Sollazzo di Endemol, produttrice del programma. “Ci sentiamo dei pionieri, stiamo alzando l’asticella. C’è un altissimo production value premium, è una sfida nella sfida. Una serie unscripted ma che proponiamo come una serie tv. Un game ma anche una comedy, un thriller tra divertimento e paranoia in cui otto celebrità devono rinunciare ai social e ‘giocare a nascondino’ in tutta Italia”. Tra i partecipanti, Claudio Santamaria e Francesco Totti: “Totti è il miglior stratega del gruppo. Si muove brillantemente nel suo percorso triangolato su famiglia, calcio e amici”.

Dinner Club è il nuovo format con Carlo Cracco, disponibile nella seconda metà del 2020. “Esplorerò le culture culinarie nel mondo – dice lo chef – con celebrità messe in difficoltà perché alla scoperta di storie diverse”. “La sfida è raccontare il cibo in una forma nuova – spiega il produttore Fabrizio Iacovella – viaggiando in un mondo che è come se fosse un mercato o una dispensa”. Tra i vip che parteciperanno, svelati i nomi di Sabrina Ferilli e Luciana Littizzetto.

Tra i progetti stranieri di prossima produzione, La cittadella, spy story dei fratelli Russo (i registi degli ultimi Avengers).

“Non vogliamo riempire le caselle mancanti”, spiega Jennifer Salke, Head of Amazon Studios. “Ci vengono propinate tante di quelle cose che sta a noi cercare di portare avanti la qualità. Non dobbiamo realizzare prodotti per fare volume ma offrire una qualità superiore e universale, unendo strategie locali a una visione globale”.

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