Addio a Virna Lisi

Grave lutto nel mondo del cinema italiano. Se ne va una delle attrici più affascinanti di sempre, aveva 78 anni
18 Dicembre 2014
Addio a Virna Lisi
Virna Lisi

E’ morta Virna Lisi. L’attrice, 78 anni, all’anagrafe Virna Pieralisi (Ancona, 8 novembre 1936), già da giovanissima, inizia la sua carriera cinematografica. I primi ruoli di un certo rilievo arrivano a metà anni ’50, in film come Lo scapolo di Antonio Pietrangeli, interpretato da Alberto Sordi. Parallelamente al grande schermo, Virna Lisi inizia una fortunata carriera anche in tv, che le darà enorme popolarità soprattutto grazie allo sceneggiato Rai Ottocento, con Sergio Fantoni e Lea Padovani.
Premiata due volte con il David di Donatello per le sue interpretazioni, oltre a due riconoscimenti per la carriera, Virna Lisi detiene insieme a Margherita Buy il più alto numero di Nastri d’Argento assegnati ad un’attrice italiana, sei.
Virna Lisi inizia a recitare nel 1953, ancora adolescente, grazie all’amico di famiglia, il cantante e attore Giacomo Rondinella, che la presenta al produttore napoletano Antonio Ferrigno. Fino ai primi anni Sessanta interpreta una serie di film in cui si mette in evidenza più per la sua bellezza che per le doti artistiche. Maggiori soddisfazioni le arrivano dalle interpretazioni di sceneggiati televisivi e soprattutto dal teatro, dove ha la possibilità di lavorare accanto a personaggi come Giorgio Strehler e Michelangelo Antonioni. La sua popolarità cresce grazie alla pubblicità di un dentifricio, che le apre le porte di un cinema più impegnato. Ha una parentesi negli Stati Uniti, dove gira alcuni film tra cui Come uccidere vostra moglie (1964) di Richard Quine, accanto a Jack Lemmon, e Il segreto di santa Vittoria (1969) di Stanley Kramer, accanto ad Anthony Quinn, ma preferisce rescindere il contratto per non restare troppo a lungo lontana dal marito Franco Pesci, noto costruttore romano, e dal figlio Corrado.
Nel 1978 vince il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista con Al di là del bene e del male (1977) di Liliana Cavani; nel 1980 il David di Donatello come miglior attrice protagonista con La Cicala di Alberto Lattuada; nel 1983 il Nastro d’argento e il David di Donatello come miglior attrice non protagonista con la commedia Sapore di mare di Carlo Vanzina; nel 1990 un secondo Nastro d’argento come miglior attrice protagonista con Buon Natale? Buon anno (1989) di Luigi Comencini; nel 1995 con La regina Margot (1994) di Patrice Chéreau vince il premio come miglior attrice al Festival di Cannes, il premio Cèsar come miglior attrice non protagonista e il Nastro d’argento nella stessa categoria; nel 1996 le viene assegnato un David di Donatello alla carriera; nel 1997 un ulteriore Nastro d’argento come miglior attrice per Va’ dove ti porta il cuore (1996) di Cristina Comencini tratto dal best-seller omonimo di Susanna Tamaro. Segue una lunga parentesi lontana dai set cinematografici, in cui si è dedicata soprattutto alle fiction per la televisione tra cui: Uno di noi (1996) di Fabrizio Costa, Deserto di fuoco (1997) di Enzo G. Castellari, Balzac (1999) di Josée Dayan, Cristallo di rocca (1999) e Un dono semplice (2000) di Maurizio Zaccaro, Le ali della vita (2000) di Stefano Reali, Piccolo mondo antico (2001) di Cinzia Th Torrini, La memoria e il perdono (2001) di Giorgio Capitani, Il bello delle donne (2001), Caterina e le sue figlie (2005-2010), Madre, aiutami (2014). Nel 2002 è tornata sul grande schermo con Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini, regista con la quale aveva da poco terminato la lavorazione del nuovo film, Latin Lover. Nel 2009 ha ricevuto il secondo David di Donatello alla carriera. 

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