Addio a Jean-Claude Carrière

Scrittore e sceneggiatore monumentale, sodale di Luis Buñuel, fu onorato con l'Oscar alla carriera nel 2011. Aveva 89 anni
9 Febbraio 2021
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Addio a Jean-Claude Carrière
Jean-Claude Carriere e sua moglie - foto di Karen Di Paola

Jean-Claude Carrière, narratore che per oltre ai sessant’anni è diviso tra romanzi, sceneggiature, opere teatrali e saggistica, è morto ieri a Parigi all’età di 89 anni.

Autore prolifico ed eclettico, nel 1963 Carrière ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio con Heureux Anniversaire, diretto con Pierre Étaix. Ha raggiunto la consacrazione internazionale grazie alla collaborazione con il regista Luis Buñuel, iniziata nel 1964 con l’adattamento del romanzo di Octave Mirbeau Il diario di una cameriera, interpretato da Jeanne Moreau, che segnò il ritorno in Francia di Buñuel dai tempi de L’Âge d’or.

Insieme, Carrière e Buñuel hanno realizzato Bella di giorno (1967), La via lattea (1969), Il fascino discreto della borghesia (1972, nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale), Il fantasma della libertà (1974) e Quell’oscuro oggetto del desiderio (1977, nomination all’Oscar e al César per la miglior sceneggiatura non originale).

Il fascino discreto della borghesia

Intenso il sodalizio con Jacques Deray, con cui ha lavorato in otto occasioni tra cinema e televisione, come La piscina con Alain Delon e Romy Schneider (1969), Un po’ di sole nell’acqua gelida da Françoise Segan (1971), il cult Borsalino con le star Delon e Jean-Paul Belmondo (1973), Morti sospette (1978). Tre le collaborazioni con Miloš Forman: la commedia Taking-off (1971, nomination al BAFTA per la miglior sceneggiatura), Valmont tratto da Le relazioni pericolose (1989) e L’ultimo inquisitore (2005).

Maestro dell’adattamento, le sue sceneggiature ricordiamo La cagna di Marco Ferreri (1972), Un’orchidea rosso sangue di Patrice Chéreau (1975), Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff (1979), Si salvi chi può (la vita) di Jean-Luc Godard (1980), Il ritorno di Martin Guerre di Daniel Vigne (1983, César per la miglior sceneggiatura), L’insostenibile leggerezza dell’essere di Philip Kaufman (1988, BAFTA e nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale), Milou a maggio di Louis Malle (1990), Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau (1990, nomination al BAFTA e al César per la miglior sceneggiatura), la miniserie d’ispirazione teatrale Il mahabharata di Peter Brook (1990).

Onorato con l’Oscar alla carriera nel 2011, recentemente il nome di Carrière è apparso sui titoli di testa di Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel (2018) e L’uomo fedele di Louis Garrell (2018).

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