A Venezia76, il Rapporto Cinema 2019 di FEdS

Il Pres. Davide Milani: "Dopo i Millennials, quest’anno la nostra attenzione a cinema e generazione Zeta"
A Venezia76, il Rapporto Cinema 2019 di FEdS
Da sinistra: Federico Pontiggia (RdC), Francesco Rutelli (ANICA), Mons. Davide Milani (FEdS) e il Prof. Francesco Toniolo. Foto di Margherita Bagnara

“Una ricerca sui nati nel terzo millennio che comincia ora e proseguirà nei prossimi mesi” conclude Mons. Davide Milani, nel presentare il nuovo Rapporto Cinema 2019, in anteprima alla 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia (Spazio FEdS, Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior).

Presenti due Franceschi, Francesco Rutelli, Presidente ANICA, e Francesco Toniolo, docente di Linguaggi e Semiotica dei Prodotti Mediali. Proprio quest’ultimo esordisce andando dritto al punto: “Tanto spesso si sente dire che i giovani non seguono il cinema, che non interessa loro o che non ne sanno nulla”, e invece, lo dicono i sondaggi, “sono affermazioni che vanno riviste”.

Il volume è curato da Fondazione Ente dello Spettacolo, con la collaborazione dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, oltre che del partner tecnico, la società di ricerca TIPS. In evidenza questo e altri fattori di grandissimo interesse: “Modalità e consumi del cinema sono cambiate” prosegue il Prof. Toniolo, “ma ciò non vuol dire che i giovani si siano allontanati dal medium cinematografico. I dati suggeriscono, anzi, che vedano all’incirca un film al giorno”.

E ancora: “I siti pirata occupano una percentuale molto bassa nella fruizione, del 4,4%”, in salita invece i sistemi legali di streaming, a prezzi accessibili, come Netflix e Amazon Prime Video. “Altrettanto spesso si sente dire che la TV sia in crisi, ma è tra le modalità più fruite”.

Cosa ne pensa, dal canto suo, Rutelli? “Mi congratulo innanzitutto col grande lavoro di interpretazione e lettura, prezioso per l’industria e per chi ragiona sui mondi del cinema”. E aggiunge: “si sottolinea anche l’apparente contraddizione di questi tempi, da una parte con appassionati che guardano al contenuto più che alla forma, dall’altra con la generazione di Instagram e dei Social”.

Sta avvenendo un’ibridazione, quindi, di format e stili di narrazione, oltre che di generi e piattaforme su cui fruirne. In questo, la generazione Zeta è uno specchio piuttosto fedele del cinema di ieri, custode però delle innovazioni che potrebbero scioglierne la comprensione del futuro.

Non resta che aspettare a questo punto la pubblicazione del volume realizzato con il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del Ministero per i beni e le attività culturali: appuntamento con Rapporto Cinema 2019, curato da Mariagrazia Fanchi, Alessandro Rosina, Fabio Introini e Francesco Toniolo.

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