UN MONDO D'AMORE

ITALIA 2001
Alla fine degli anni Quaranta Pier Paolo Pasolini (all'epoca poeta, insegnate e segretario cittadino del PCI) viene incriminato per corruzione di minorenni ed atti osceni per aver convinto, nel corso di una festa nel paesino friulano di Ramello, alcuni adolescenti ad appartarsi con lui. Senza violenza né denunce i carabinieri procedono contro di lui sulla base di 'voci di paese'. Additato da tutti come 'depravato', Pasolini vede il suo mondo crollare di colpo. Viene espulso dal Partito e sospeso dal Provveditorato. Inoltre suo padre Carlo Alberto (eroe di guerra) cade in uno stato di comprensibile depressione. Costretto a 'cambiare aria', Pasolini parte con la madre alla volta di Roma. Qui la donna trova lavoro come domestica mentre Pier Paolo non riesce, per mesi, ad avere un impiego. In questo difficile periodo Pasolini sogna e teme che sia arrivata la fine.
SCHEDA FILM

Regia: Aurelio Grimaldi

Attori: Arturo Paglia - Pier Paolo Pasolini, Guia Jelo - Susanna, La Madre, Fernando Pannullo - Carlo Alberto, Il Padre, Gaetano Amato - Maresciallo Dei Carabinieri, Mariolina De Fano, Renato Cecchetto, Nina Micalizzi, Loredana Cannata, Mario Porfito, Alessandro Di Robilant, Dario Costa, Ottavio Costa, Gianluca Cuomo, Francesco Di Leva, Margherita Di Rauso, Alessia Duca, Massimo Ferroni, Gianni Franco, Maurizio Gueli, Francesco Guzzo, Salvatore Misticone, Pamela Muscia, Carlo Nigrelli, Diego Pagotto, Teresa Pascarelli, Alessandro Cosentino, David Coco, Antonio Berardinelli, Laura Amalfi, Antonio Acampora, Gabriele Picciotto, Fabrizio Raggi, Luigi Santamaria, Cristiana Vaccaro, Giuseppe Zeno, Emilio De Marchi, Sandra De Falco

Soggetto: Aurelio Grimaldi, Anna Maria Coglitore

Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi, Anna Maria Coglitore

Fotografia: Massimo Intoppa

Musiche: Maria Soldatini

Montaggio: Giuseppe Pagano

Scenografia: Ivana Gargiulo

Costumi: Claudia Vaccaro

Altri titoli:

A WORLD OF LOVE

Durata: 88

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: 35 MM

Produzione: CATERINA NARDI E LEONARDO GIULIANO PER IMPRESA PUBBLICI ESERCIZI

Distribuzione: STAZIONE MARITTIMA

Data uscita: 2003-06-06

NOTE
FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

IL FILM E' STATO PRESENTATO NEL 2002 AL TORONTO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL NELLA SEZIONE "VISIONS" E NEL 2003 AL SINGAPORE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL - "SPECIAL PROGRAMMES: PIER PAOLO PASOLINI", AL ROTTERDAM INTERNATIONAL FILM FESTIVAL E ALL'HONG KONG INTERNATIONAL FILM FESTIVAL: "ITALIAN CINEMA TODAY".
CRITICA
"Peccato che Grimaldi ignori lessico e usi dell'epoca e apra il film con 'La terza notte' di Neil Sedaka, canzone di quindici anni dopo: del resto, gli anacronismi abbondano. Bella, invece, la fotografia in bianco e nero di Massimo Intoppa. Quanto ad Arturo Paglia, se voleva somigliare fisicamente a Pasolini, doveva affilare il volto, non solo mettere occhiali squadrati; se voleva somigliargli psicologicamente non doveva abbassare sempre gli occhi". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 giugno 2003)

"Aurelio Grimaldi è la dimostrazione che se vuoi fare fai. Magari con mezzi limitati, ma nessuno può tapparti la bocca. Ora questo cerimonioso siciliano ma dall'anima d'acciaio torna su Pasolini dopo che con 'Nerolio' aveva dedicato un film alla parte finale della vita del poeta (...) Che dire? Che il film non sembra povero anche se lo è, ed è un complimento. Che non fa una piega il suo rinfrescare la memoria sul calvario del Poeta che vedeva più lontano di tutti. Che cosa non persuade allora? Forse, una certa pedanteria didascalica e pure un che di civetteria che lo fa sentire fratello di martirio a PPP, cui Grimaldi proprio non sa rinunciare". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 giugno 2003)

"Proprio nel rapporto unico e silenzioso con la madre, nella poesia di un indifeso e disarmato contro la vita, negli incroci di sguardi dei bravi Arturo Paglia e Guia Jelo, che il film di Grimaldi si alza, sospeso da un soffio di medianica partecipazione. Il racconto diventa così interiore e ricrea, come nella bella scena in treno, in bilico sul sogno di una cosa neo realista, il bianco e nero dell'Italia vera anni '50, Paese duro e puro che Pasolini, ferito, rimpiangerà per l'eternità". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 giugno 2003)