L'ufficiale e la spia

J'accuse

3.5/5
Thriller per genere, commedia umana per guadagno, trattatello politico per analisi, grande cinema per immagini: Roman Polanski, in Concorso

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FRANCIA 2019
Gennaio del 1895, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema, nel cortile dell'École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale dell'esercito francese, presenzia alla pubblica condanna e all'umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus, un capitano ebreo, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi.
Al disonore segue l'esilio e la sentenza condanna il traditore ad essere confinato sull'isola del Diavolo, nella Guyana francese. Un atollo sperduto dove Dreyfus lenisce angoscia e solitudine scrivendo delle lettere accorate alla moglie lontana.
Il caso sembra archiviato.
Picquart guadagna la promozione a capo della Sezione di statistica, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato.
E se Dreyfus fosse stato condannato ingiustamente?
E se fosse la vittima di un piano ordito proprio da alcuni militari del controspionaggio?
Questi interrogativi affollano la mente di Picquart, ormai determinato a scoprire la verità anche a costo di diventare un bersaglio o una figura scomoda per i suoi stessi superiori.
L'ufficiale e la spia, adesso uniti e pronti ad ogni sacrificio pur di difendere il proprio onore.
SCHEDA FILM

Regia: Roman Polanski

Attori: Jean Dujardin - Marie Georges Picquart, Louis Garrel - Alfred Dreyfus, Emmanuelle Seigner - Pauline Monnier, Grégory Gadebois - Comandante Joseph Henry, Hervé Pierre - Generale Charles-Arthur Gonse, Didier Sandre - Generale Raoul Le Mouton De Boisdeffre, Wladimir Yordanoff - Generale Auguste Mercier, Mathieu Amalric - Alphonse Bertillon, Damien Bonnard - Jean-Alfred Desvernine, Eric Ruff - Colonnello Jean Sandherr, Laurent Stocker - Generale Georges De Pellieux, Michel Vuillermoz - Colonnello Armand Du Paty De Clam, Vincent Grass - Generale Jean-Baptiste Billot, Denis Podalydès - Maître Edgar Demange, Vincent Perez - Louis Leblois, Melvil Poupaud - Maître Fernand Labori, Laurent Natrella - Ferdinand Walsin Esterhazy, Nicolas Bridet - Mathieu Dreyfus, André Marcon - Émile Zola

Soggetto: Robert Harris (II) - romanzo

Sceneggiatura: Robert Harris (II), Roman Polanski

Fotografia: Pawel Edelman

Musiche: Alexandre Desplat

Montaggio: Hervé de Luze

Scenografia: Jean Rabasse

Arredamento: Philippe Cord'homme

Costumi: Pascaline Chavanne

Effetti: Yves Domenjoud

Altri titoli:

An Officer and a Spy

Durata: 126

Colore: C

Genere: THRILLER DRAMMATICO STORICO

Specifiche tecniche: DCP

Tratto da: romanzo "L' ufficiale e la spia" di Robert Harris (ed. Mondadori)

Produzione: ALAIN GOLDMAN PER LEGENDE, R.P. PRODUCTIONS, ELISEO CINEMA, RAI CINEMA, IN COPRODUZIONE CON GAUMONT, FRANCE 2 CINEMA, FRANCE 3 CINEMA, KINOPRIME FOUNDATION, KENOSIS, HORUS MOVIES, RATPAC

Distribuzione: 01 DISTRIBUTION

Data uscita: 2019-11-21

TRAILER
NOTE
- LEONE D'ARGENTO - GRAN PREMIO DELLA GIURIA, PREMIO FIPRESCI, PREMIO GREEN DROP, PREMIO DI CRITICA SOCIALE "SORRISO DIVERSO" | ASSOCIAZIONE STUDENTESCA UCL (L'UNIVERSITÀ CERCA LAVORO) ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).

- COPRODUTTORE: LUCA BARBARESCHI.

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: FRANCE TELEVISIONS OCS, CANAL+; CON IL SUPPORTO DI: REGIONE ILE-DE-FRANCE, CNC (CREATION VISUELLE ET SONORE NUMERIQUE); IN ASSOCIAZIONE CON: EUTOURAGE PICTURES, PALATINE ETOILE 16, OPTIMUM DEVELOPPEMENT, L'ARBRE HOLDING.

- CANDIDATO DAVID DONATELLO 2020 PER: MIGLIOR FILM STRANIERO.
CRITICA
"Per merito di Méliès il caso Dreyfus interessa il cinema fin dal 1899, un anno dopo l'editoriale «J'accuse» di Zola indirizzato al presidente Faure e cinque anni dopo che il cap. Dreyfus fosse degradato in pubblico (incipit maestoso) e deportato all'isola del Diavolo accusato spia dei tedeschi. (...) Il caso Dreyfus fu argomento di discussione e divisione in ogni ceto sociale, e oggi Polanski racconta la storia in un meraviglioso thriller «antropologico» che dimostra come la menzogna organizzata sia l'ossigeno di ogni potere. Nulla cambia, l'attualità è spaventosa, ma i germi del virus razzista stanno risorgendo ovunque, minando dal profondo le fondamenta civili. Perciò è utile L'ufficiale e la spia, nello splendore visivo e narrativo (scritto da Polanski e Harris, autore del romanzo), perché restituisce al cinema il suo primo comandamento morale. Jean Dujardin e Louis Garrel sono straordinari, la fotografia in tre dimensioni psicologiche è di Pawel Edelman, l'anti retorica presenza invisibile, è da sempre farina di Polanski. E ora chi ha il coraggio più di chiamarla Belle Èpoque?" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 novembre 2019)

"Il confine tra Alfred Dreyfus e Roman Polanski è una sottile linea rossa che non coincide con le comuni origini ebree. Nemmeno con quel cognome di Monnier che compare nel film e nella vita del capitano, condannato per tradimento e poi riabilitato, che fa eco con una delle accusatrici del regista per reati sessuali di oltre mezzo secolo fa. E neppure con l'errore giudiziario, accertato in un caso e tutto da stabilire nell' altro. Il denominatore comune sta piuttosto in quel collettivo senso delle emozioni che portò la folla al tripudio per la degradazione dell' ufficiale, messo alla berlina a fine Ottocento da innocente. Triste rima con il «#MeToo» oggi largamente in voga, che ha reso tiepida l'accoglienza veneziana per L'ufficiale e la spia, poi premiato al Lido. (...) L'ufficiale e la spia è un ottimo film storico, rigorosamente fedele agli eventi e che sarebbe un peccato e un errore valutare superficialmente solo in rapporto alla Storia. Dopo oltre un secolo dal caso Dreyfus, quella dinamica è attualità. L'auspicio è che non sia il testamento di Polanski." (Stefano Giani, 'Il Giornale', 21 novembre 2019)