Histoires parallèles

2.5/5
Asghar Farhadi fa i conti con la materia stessa del racconto: la libertà di inventare, il rischio di manipolare, la responsabilità di guardare. Un film stratificato, non privo di fascino, ma irrisolto e alla lunga macchinoso. In concorso

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FRANCIA, BELGIO, ITALIA 2026
Sylvie, una scrittrice francese in declino, vive quasi reclusa nel suo appartamento parigino, circondata da libri, sigarette, scatole di tonno e da una vecchia Olivetti. In cerca di ispirazione per un nuovo romanzo, comincia a osservare con un cannocchiale l’appartamento di fronte, dove tre tecnici del suono lavorano alla creazione di rumori e ambienti acustici per il cinema. Da quei frammenti di vita intravisti a distanza Sylvie ricava una storia di desiderio, adulterio e sospetto, trasformando i vicini in personaggi di una finzione sempre più autonoma. Quando la nipote Céline le presenta Adam, un giovane senza documenti ed ex detenuto assunto per aiutarla nel trasloco, l’equilibrio si incrina. Adam scopre il manoscritto abbandonato di Sylvie, se ne appropria e lo spaccia per proprio, entrando così nella vita reale delle persone che la scrittrice aveva immaginato. La finzione comincia allora a contaminare la realtà, producendo malintesi, attrazioni, sospetti e una catena di sguardi incrociati in cui nessuno sembra più poter distinguere ciò che ha visto da ciò che ha inventato.
SCHEDA FILM

Regia: Asghar Farhadi

Attori: Isabelle Huppert - Sylvie, Virginie Efira - Anna / Nita, Vincent Cassel - Pierre / Nicolas, Pierre Niney - Christophe / Théo, Adam Bessa - Adam

Sceneggiatura: Asghar Farhadi, Saeed Farhadi

Fotografia: Guillaume Deffontaines

Musiche: Zbigniew Preisner

Montaggio: Hayedeh Safiyari

Scenografia: Emmanuelle Duplay

Durata: 140

Colore: C

Tratto da: episodio "Decalogo 6" sceneggiato da Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz

Produzione: Alexandre Mallet-Guy

Distribuzione: Lucky Red

NOTE
- IN CONCORSO AL 79. FESTIVAL DI CANNES (2026).